Si avvicinano le elezioni: attenti agli eredi del canonico Malacria!

DSCN0734La Casa del Sogno Antico è stata pensata da me come un mondo letterario tipico della civiltà mediterranea in generale e della storia di Militello in particolare.

Essa è nata fuori dalle logiche di mafia-capitale che hanno ridotto alla rovina tutte le realtà siciliane (raccomandando gli incapaci e mortificando l’intelligenza onesta)

Ma, soprattutto, la Casa fa a meno dell’approvazione e dei finanziamenti dei caproni partitanti (“…e un Marcel diventa ogni villano che parteggiando viene” scrisse Padre Dante). Essa è rispettosa delle Istituzioni (per me la parola Sindaco va scriita sempre con la maiuscola), ma non rinuncia alla libertà di pensare e di dire ciò che si pensa. La gente è intelligente, più di quanto possano pensare i traffichini arruffa-popolo.

Spetta soltanto alla maggioranza della gente, fra poco più di un anno, decidere chi deve diventare Sindaco (anche se il Comune è una macchina sgangherata, tutta da aggiustare).

Sgombriamo,però, il campo da alcuni equivoci:

  • I linciaggi sono una pratica canagliesca che disonora soltanto chi li pratica.

A Militello c’è una tradizione antica (molto più antica del mio povero Sogno). Nel Settecento un canonico idiota e subdolo di nome Malacria seppe coi cavilli e le maldicenze distruggere la Collegiata fra le parrocchie di San Nicolò e di Santa Maria della Stella, che era un tentativo di metter fine alla rovinosa Guerra dei Santi.
DSCN0760Tra Ottocento e Novecento la pessima ed arrogante famiglia politica dei Cirmeni impedì che sorgesse il Teatro Comunale di Gian Battista Filippo Basile, uno dei Maestri dell’epoca, per non darla vinta ai Majorana Calatabiano.

Nel Novecento un intellettuale, il prof, Paolo Abramo, assistette impotente e inascoltato (inascoltato, forse, perché di Destra) alla furia devastatrice di un Sindaco, che fece diventare la straordinaria piazza di Santa Maria della Stella simile ad una brutta .stazione di servizio.

In tempi più recenti, la Villa Comunale disegnata da Antonio Portuso e l’annesso Parco delle Rimembranze venivano ripetutamente disastrati. Si cominciò con la distruzione della graziosa Fontana delle papere, si continuò con l’orribile faggiuolo, si diede il colpo di grazia col chiazzittuni (più adatto al riposo della bellicosa Legione straniera che a quello dei pacifici cittadini).

Mi permetto, a tal proposito, di puntualizzare che l’unico intervento non devastante fu il mio, quando feci mettere delle inferriate nelle scale che uniscono la Villa al Parco. Eppure, sono stato insolentito e sbertucciato dai parteggianti di turno in una sorta di processo kafkiano.

Infine, vorrei levarmi un sassolino dalla scarpa:

nella vicenda che, qualche anno fa, portò al defenestramento dell’Assessore Giuseppe Amenta (casualmente, mio nipote) ci fu un vero e proprio scatenarsi dei farisei locali. La morale, però, è una cosa troppo seria (fatevelo dire da me, che, bene o male, sono diventato professore di filosofia leggendo i libri veri e non ascoltando le banalità televisive), tanto seria da non poterla trovare in bocca al cane che abbaia.

Detto questo, aggiungo che il Sindaco Giuseppe Fucile aveva tutto il diritto di allontanare un Assessore non in linea col suo programma di governo. Non contesto il fatto. Mi limito a sottolineare la volgarità dei comportamenti dei moralisti da facebook, magari consigliando a loro una lettura dell’ultimo Umberto Eco.

  • Le ambizioni personali diventano miseria morale quando, a tutti i costi, vogliono dannare i loro nemici.

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Questa, da sempre, è la pratica dei partiti totalitari e dei burocrati (intellettuali e non). Vi ricordate i casi di George Orwell, di Ignazio Silone, di Pierpaolo Pasolini, di Leonardo Sciascia, di Forattini, di Giampaolo Pansa, di Oriana Fallaci? Tutti hanno subito contumelie e damnatio memoriae sol perché hanno avuto il coraggio di pensare con la propria testa. In una realtà più nostrana, qualcosa di simile è accaduto al pittore Santo Marino, che, quando non accettò i diktat del Partito, da orgoglio cittadino divenne bersaglio di ogni villania del maldicente.

 

 

 

  • Militello, quindi, non si salva insultando nel mucchio, ma proponendo soluzioni realizzabili.

Ecco perché, al di là dei miei gusti personali, sono contento che Santa Maria la Vetere sia stata riaperta per ospitare manifestazioni di qualità (un bel concerto nello scorso settembre, il presepio vivente a Natale), che il Teatro Tempio (ottimamente diretto dal prof. Giovanni Cavalli) sia già alla sua seconda stagione, che il Museo Civico “Guzzone” (le parole sono tutte con la maiuscola, in omaggio all’ortografia in uso in Gran Bretagna, molto più elegante e rispettosa) abbia rivisto la luce dopo l’oscurantismo dei piccini invidiosi.

marino caseE, dato che so riconoscere i meriti, di questo dico grazie anche  al Sindaco Fucile. So che perderò la simpatia dei rivoluzionari dell’ultima ora. Vuol dire che me ne farò una ragione, anche perché non ho da chiedere alcun favore né al Sindaco né ai rivoluzionari. La Casa del Sogno Antico mi dà molte soddisfazioni e la direzione del Museo Civico mi preme molto di meno dello stesso Museo. Sarei già contento che non riprendessero a stravolgerlo, spostando ad muzzum oggetti sulla base del personale cattivo gusto, magari accampando la scusa di voler proteggere le opere.

 

  • Sia chiaro che, se la cultura, il Museo, l’intelligenza hanno un nemico… cerchiamolo fra coloro che armano polemiche feroci, se hai conficcato un chiodo, o se il loro gusto pacchiano pretende che i quadri siano appesi bassi (che si fa? Demoliamo l’architettura? Togliamo i quadri e, al loro posto, mettiamo le loro fotografie da ebeti?)… il tutto per arrivare al risultato di smantellare ogni cosa, magari per poi dire che il Sindaco non ha fatto niente.

In ogni caso, io il mio dovere di professore di Storia dell’arte (sono stato anche questo, a proposito di titoli per fare il Direttore del Museo) l’ho onorato fino in fondo.

Se, poi, qualche visigoto vorrà prendersi la briga di distruggere una realtà culturale, per poi gestirla con la logica dell’ISIS, o dei talebani, lo faccia pure!

Ci sono tanti simil-intellettuali pronti a banchettare coi loro ridicoli narcisismi!

Anzi, a proposito della Festa della donna, in questi giorni tanto di moda… una bellissima Claudia Cardinale in C’era una volta il West, al bandito che le era entrato in casa (che, poi, alla fine, era il vero buono) disse: “Violentami, se vuoi… Dopo, basterà un bagno e resterà soltanto un altro schifoso ricordo da aggiungere agli altri!”

E, così, eccoci arrivati all’ultimo punto di questo articolo:

  • Il riscatto di Militello verrà, se verrà, da chi sa fare il suo lavoro ed ha un sorriso cordiale, non da chi non sa fare nulla e grugnisce insulti.

Conca - ultima comunione di San Benedetto - media risoluz

La Casa del Sogno Antico , ,

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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