La Galleria “Vittorio Emanuele III” di Messina, il viaggio come lettura della vita (racconto di Salvo Garufi – dipinti di Aniello Iannotti – immagini proposte da Pippo Trimarchi, Sergio Bertolami, Franz Riccobono, Felice Siracusano)

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la casa del sogno antico definitivo

Il viaggio come lettura della vita

proposte di Tina Masoero, Raffaele Milazzo, Gaetano La Tella

CAVALLO BIANCO

La bellezza ed il ricordo

racconto di Salvo Garufi
dipinti di Aniello Iannotti

A Torino, prima di partire, con Annalisa passai una serata straordinaria.

NOTTE SURREALE..Non ho mai trovato artisticamente belli i marmi della via Roma, ma quella sera sfavillavano.

Inoltre, al Centro Culturale “Lorenzo Delleani” esponeva il belga Jean-Claude Bastille.

Erano disegni ossessivi, figurazioni di fogli patinati, accartocciati, come recuperati dai bidoni dell’immondizia. Su di essi la fotografia di una donna, sempre la stessa, sofisticata e bellissima.

Nel catalogo era riportata una poesia di Daniel Schmitt, datata aout 79, i cui versi piacquero molto ad Annalisa:

Il la déforma longuement

Avec des caresses un peu monstrueuses

Pour provoquer ce plaisir-tourment

Ce plaisir tournant.

“Anche tu farai così, con me?” mi chiese Annalisa.

ISOLA BELLA DI TAORMINALa mattina seguente, arrivato in Sicilia, mentre il treno percorreva le coste sotto Taormina, il Piemonte si disciolse negli scrosci di un temporale.

Il mare prese un bel grigio scortese e la sabbia divenne molle, come i cattivi pensieri in un giorno qualunque.

A Militello, addirittura, trovai la grandine.

Tamburellava sui tetti delle macchine in sosta e, sotto i piedi, i cocci scricchiolavano come il vetro.

Paolo, però, venne lo stesso a casa mia, senza preavviso, quando ormai pregustavo il letto.

“Ciao” mi disse. “Vorrei parlarti… Facciamo una passeggiata.”

“Con questo freddo e questa pioggia?”

“Ti prego!”

AUTUNNO PAESAGGIOArrivammo nella piazzetta di San Pietro e, appoggiati alla balaustrata di cemento, contemplammo un paesaggio senza luna.

Una pioggerella di nevischio ci pungeva la faccia.

“Sto morendo” mi disse Paolo, d’un fiato.

Ebbi un sussulto.

“Cancro allo stomaco” continuò. “Due mesi fa mi hanno operato. Lo capisco da come mi guardano che sto morendo.”

Scelsi di star zitto. Presi il pacchetto di sigarette e gliene offrii.

Accendemmo con qualche difficoltà, date le folate di vento. Non pioveva più, ma il vento era il padrone dei vicoli del quartiere.

“Non sei manco il primo con cui mi sfogo… Sono disperato e ne parlo con tutti… Piango sempre… Se uno mi capita a tiro, non lo risparmio… Lo so che parlare non mi aiuta. Lo so che nessuno può aiutarmi. Lo vedo il terrore negli occhi degli altri! So i pensieri che passano per la loro testa, gli scongiuri che fanno… E so che chiunque vorrebbe fuggire e dimenticarmi!”

Tirò una lunga boccata di fumo.

Improvvisamente parve quasi rasserenarsi. Sorrise al buio.

CESTO CON FICHI“Magari non è così grave…” gli dissi, tanto per dire.

Paolo ebbe una risata fessa.

“Lascia che vengano i dolori, quelli brutti… e poi me lo dici di nuovo.”

Quindici giorni dopo, tornato in Piemonte, ne parlavo con Annalisa.

Eravamo al Palladium di Acqui Terme, mandando giù un lemon vodka dietro l’altro.

Le avevo anche fatto leggere la mia ultima composizione poetica, concepita quasi nella forma definitiva durante il viaggio di ritorno:

Cantano a Mascali i limoni al vento,

vicino al mare aspetta sospirosa

una donna e si leva luminosa

la sua voce, col cupo e forte accento

 

della lava dell’Etna, nel momento

in cui su tutto furoreggia irosa.

Ma, tornerà il silenzio ed ogni cosa

nel tempo torna ad un ristare spento.

 

La vita scorre, breve come il giorno,

e l’uomo è un rovo che – quaggiù, in Sicilia –

brucia e si torce, combattendo il vento,

 

e poi s’acquieta, senza più tormento…

Così, ognuno vive la vigilia

dello svanire, senza più ritorno.

Quella sera, infatti, avevo deciso di tornare per sempre nella Casa del Sogno Antico, in Sicilia… quasi per MORTE IN INVERNOconseguenza, cioè secondo una logica lineare scaturita dalla perdita della voglia di lottare.

In altri termini, qualcosa era avvenuto, per implosione interna, come pare sia accaduto al comunismo dell’Est.

In Annalisa che non si rassegnava alla sconfitta, ormai finivo per vedere soltanto la condizione perenne… proprio della sconfitta.

“Nella nostra epoca nessuno può pensare di essere degno di ricordo” le dissi. “Nessuno può pensare all’eternità della sua anima, neppure scrivendo La divina commedia!”

Oggi ne sono certo.

La società non è più quella giusta per credere in qualcosa… e fuori della società ci sono soltanto le velleità dei lupi solitari (rileggere, per intenderci, El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha).

Forse, ne nascono pure, di persone che riescono a tirarsela dietro, la società… Ma, prima o poi, perdono.

E finiscono nell’olimpo dei cabaret.

Ecco perché… io ho potuto soltanto sposarla, la società!

TRAMONTO OLIO SU TELA

ANIELLO IANNOTTI
Nasce a Vallo della Lucania ( Sa ) nel 1955, dove ancora attualmente vive e lavora e si forma all’Istituto d’ Arte ( sez. Ceramica )
All’età di tredici anni inizia a dipingere per dono e spinta naturale
Poi negli anni successivi per far conoscere se stesso e la sua arte, ed in qualche modo partecipare al mondo della creatività e dimostrare che esisteva e che sapeva fare, ma in particolare per far conoscere la sua terra il Cilento ed il suo mondo contadino, da qui inizia a fare mostre
1988 citta’ di Sarzana ( La Spezia), Taranto, Roma mostra collettiva presso Hotel il Quirinale nel 1988; citta’ di Vallo della Lucania ( Sa ); Napoli, Lamezia Terme. Critici: Bruno Cosignani, Gino Trabini, Salvatore Perdicaro; catologo: L’Elite, Il Quadrato, Avanguardie Artistiche.

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La Galleria “Vittorio Emanuele III” di Messina

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“Lavorare per il rilancio della Galleria Vittorio Emanuele III di Messina significa rivolgere un messaggio chiaro alla Città: i nostri riferimenti d’identità, la nostra storia hanno ancora diritto di cittadinanza, e se ognuno fa la sua parte la nostra comunità può risorgere intorno a valori che parlano del rispetto per tutto ciò che ha accompagnato i giorni di intere generazioni e che può essere ancora veicolo insostituibile di aggregazione civile”. Franco Providenti.

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Dal catalogo della mostra fotografica e documentaria dell’archivio dell’Ingegnere Camillo Puglisi Allegra a cura dell’Architetto Sergio Bertolami del Comitato per la Valorizzazione della Galleria Vittorio Emanuele III di Messina.

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Pippo Trimarchi, Sergio Bertolami, Franz Riccobono, Felice Siracusano,

Fondatori del Comitato per la Valorizzazione della Galleria Vittorio Emanuele III Di Messina.

 

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