Da Militello(CT) al mondo intero, appello agli artisti: candidiamoci a sindaci! (testo di Salvo Garufi – sculture di Giuseppe Alessandro)

alba siciliana soldatoIO CI PROVO

peggio delle sconfitte, c’è soltanto la rassegnazione

testo di Salvo Garufi
sculture di Giuseppe Alessandro

Dalla Sicilia, dall’Italia… ormai si scappa!

aless1Le nostre tradizioni culturali, la nostra imprenditoria, i nostri migliori giovani hanno gettato la spugna… se va bene, si vendono ai cinesi come l’Inter… ma, nella maggior parte dei casi, si agitiamo a vuoto, col cappio al collo di governanti e amministratori sempre più intellettualmente inconsistenti, sempre più moralmente squalificati, sempre più prepotenti e sempre più pagliacci.

aless2Devastazioni, furti, vessazioni fiscali, disperazioni senza speranza di riscatto sono diventati il lamento quotidiano della Nazione. Un eterno funerale rancoroso… ecco a cosa si sono ridotte le occasioni di incontro. Per cui, come è giusto dire nei funerali, sono sempre i migliori che se ne vanno.

Qualche frammento di vita spirituale, però, resiste ancora… nelle periferie, nei paesini dove pare che Cristo abbia lasciato le scarpe. D’altro canto, la grandezza delle poche, grandi capitali culturali che si sono avute nei secoli – Atene, Firenze, Parigi – in fondo veniva dalla periferia, in fondo la puoi riassumere nel fatto che furono le vetrine di fermenti culturali nati altrove…

Ecco, quindi… possiamo dire che l’arte è un altrove rispetto alla banalità del quotidiano. Un artista porta con sé un intero universo, interiormente coerente in ogni sua parte, un universo che può assomigliare a quello dell’uomo volgare, ma mai essere uguale.

L’arte non è una questione di gusti – questo fatelo dire al cretino -, ma la comunicazione di una visione del mondo… di una weltanschauung come direbbero i sociologi.

aless3Che arte può esprimere una persona banale, un essere senza personalità, che, quando parla, esprime concetti scontati, che tutti conoscono (e, quindi, è inutile che li dica), o vomita stramberie senza nessi logici (e, quindi, è è da pazzi ascoltarla), o rappresenta semplicemente un narcisismo infantile (e, quindi, è devastante prenderla sul serio)?

Purtroppo, di questa variegata genia, conosco molti esempi. Soltanto nella mia piccola Militello ho contato almeno una trentina di esemplari… tutti ignoranti come capre, come direbbe san Vittorio Sgarbi… tutti presuntuosi e costanti nel loro fallimento mentale, prima che esistenziale ed economico.

Il bello è che ognuno di loro si crede un pezzo unico, un genio incompreso, un originale simpatico ed interessante… mentre, purtroppo, nella loro sconfitta – nella vita e nei sentimenti – essi sono malinconicamente uno uguale all’altro, dei poveracci petulanti e fastidiosi come le mosche cavalline…

E c’è chi ne approfitta. C’è chi sulle frustrazioni del cretino ha costruito una carriera politica e/o un patrimonio niente male.

aless4Il frutto avvelenato che ne è venuto fuori è il Regime della raccomandazione.

Per esempio, a Militello, per la prepotenza barbarica dei raccomandati, è potuto succedere:

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  1. Che si distruggesse un teatro liberty di Giambattista Filippo Basile, solo perché un’insulsa famiglia di traffichini, i Cirmeni, doveva far dispetto ai Majorana Calatabiano;
  2. che si rovinasse in via definitiva la piazza centrale, aggiungendo al bel palazzo Liggieri, una specie di capannone, dove ora sono un bar, un tabacchino e la sede dell’Associazione “Città di Militello”, A completare il guasto criminale, inoltre, è stata costruita una casa – per anni sede del Movimento Sociale Italiano e di un salone da barba -, che chiude il bel rientro tra la chiesa della Madonna della Catena (una delle più belle di Militello) ed il suo campanile;

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  1. che si distruggesse lo straordinario prospetto in diagonale di Santa Maria della Stella, per dare agio ad una ignorantissima maestra di paese di piazzare la sua casa a ridosso delle processioni religiose;
  2. che si aprisse uno schifoso balcone nella torre campanaria della chiesa di San Sebastiano;
  3. che si massacrasse l’Atrio del Castello, ad opera di certo architetto Di Stefano, funzionario della Sovrintendenza di Catania, mettendo due squallide scatole di cemento ai lati della secentesca fontana della Zizza;

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  1. che si deformasse a rate la bellissima villa comunale con interventi frutto o di malaffare o di insipienza;
  2. che, per il capriccio di privati dai gusti funerei, si piazzasse una statua seriale di San Pio sul fianco di un complesso monumentale benedettino e una statua grossolana del Salvatore davanti alla chiesa di San Nicolò (patrimonio UNESCO), e davanti, fra l’altro, a un Museo d’arte sacra, che, delle locali opere novecentesche, insieme agli affreschi di Giuseppe Barone, è l’unica degna di ricordo;

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  1. che si facesse sprofondare negli abissi del cretinismo il tempo dei cittadini, con discussioni su feste patronali, bombe, mortaretti, cantanti e sindaci-porta-fascia-e-basta.

Peccato, peccato davvero! La provincia potrebbe essere una vera miniera di bellezza e civiltà.

aless9A San Cono, non molto lontano da Militello, ho potuto ammirare i lavori di un artista, Giuseppe Alessandro, che con levità, partendo dalle forme date dalla natura, ha saputo creare un Olimpo calatino.

aless10I suoi idoli, infatti, sembrano emergere dal legno, riproponendo la scintilla creativa dell’uomo ordinatore della natura. La casualità delle forme gli dà lo spunto per far agire di conseguenza la fantasia. Come nelle città medievali le case seguivano le pieghe del terreno, creando soluzioni urbanistiche sempre nuove e sorprendenti, così dai lavori dell’Alessandro nascono figure antropomorfiche, ognuna con la sua individualità, ma tutte unite da uno stile che è pure gioia e rappresentazione della scoperta.

aless11In fondo, la migliore periferia è questa: il trovare la varietà nell’unicità del contesto.

E quindi?

E quindi è venuto il tempo di provare a fare come Giuseppe Alessandro.

Artisti, poeti, scrittori, musicisti, uomini di pensiero non hanno più alibi. La smettano di leccare i pantaloni ai potentati, o di lamentarsi sui mali universali. Facciano politica – quella vera, quella seria… non gli intrallazzi spacciati per politica – e si candidino a sindaci, dicendo chiaramente ciò che intendono fare… a muso duro.

aless12Io, per esempio, intendo buttar giù tutte le porcherie sopra elencate.

Lo dico prima, così chi non ha da votarmi non mi voterà!

IO CI PROVO… E VADA COME DEVE ANDARE.

giacca e cravatta

biografia

Giuseppe Alessandro, La Casa del Sogno Antico, Museo Civico "Sebastiano Guzzone", neoromanticismo, Salvo Garufi , ,

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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