Carlo Fedele, poeta napoletano.

Vale la pena di conoscere le giovani espressioni d’arte campana. Oggi proponiamo lo scrittore Carlo Fedele
Un luogo di incontro,di confronto,di dialogo,di ascolto,di denuncia,per ristabilire la normalità ed il rispetto delle idee politiche e religiose

domenica 6 dicembre 2015

Poesia :I versi di Carlo Fedele e la musica di Gianni Lamagna

…di tanto in tanto occorre fare silenzio e ascoltare la voce dei poeti…

Dopo il mio silenzio forzato per cause tecniche, mi fa piacere riprendere proponendo un silenzio volontario per dare spazio alla poesia.
 
Carlo Fedele  ha esordito di recente con la raccolta di poesie Se qualcuno cercasse di me…e di lui ebbi a dire nel corso della presentazione I versi di Carlo mi ricordano quelli di Viviani , le poesie in napoletano sono un suo marchio d’identità poiché si allontanano dalla solita oleografia legata alla città di Napoli.
 
Il poeta ha incontrato  un altro  bravo poeta e musicista che ne ha esaltato i versi ed il significato più profondo.
 
La poesia di Carlo Fedele dedicata alla tragedia della terra dei fuochi è stata musicata e cantata  da Gianni Lamagna, popolare e bravo artista che di recente si è fatto rapire da Shakespeare traducendo in napoletano e musicando  diciassette sonetti  – Neapolitan Shakespeare – dopo attente ed accurate ricerche , realizzando un’opera unica nel suo genere.



NELLA TERRA DEI FUOCHI… NUN SE VEDE MAJE ‘A LUNA
Luna ca scinne a mare,
sta murenno ‘o juorno.
Luna ca te guardamme
e a nuje ce abbrucia ‘o fronte.
Luna caprese, luna e ‘nnammurate,
luna ‘e Caivano
rossa ca schiare
nu cielo già schiarato.
Luna n’è sempe ‘a stessa
chi ‘a vo’ janca e chi ‘a vo’ nera;
janca comme ‘e criature
ca nun pigliano maje sole,
nera comm’e ‘a morte
e chi ce appiccia ‘o core.
Luna ca faje dispietto
e ci annascunne ‘o male,
luna ca t’annascunne
complice de’ criminale.
Luna ca scinne ‘nterra
e t’avveline ‘a cora,
luna tu te ne fuje
e nun respire ancora.
Luna nuje stamme ‘a sotto
e già sfidammo ‘a sciorta,
luna tu t’arrepuose
e nuje chiurimme ‘a porta.
Luna ‘e Caivano
luna ‘e Marigliano
luna d’Acerra
e nuje jamme sotto terra…


 
 
 
 
La poesia è tratta dal libro Se qualcuno cercasse di me….di Carlo Fedele (ed.Il Quaderno)

sabato 5 dicembre 2015

USA :La foto vergogna della settimana

Usa, cartolina di auguri natalizi con la famiglia armata

Nord America.

L’iniziativa di Michele Fiore, deputata repubblicana italoamericana del Parlamento del Nevada. La cartolina è stata postata su Fb

Il biglietto di auguri di Michele Fiore, deputata repubblicana italoamericana del Parlamento del Nevada (ANSA)Il biglietto di auguri di Michele Fiore, deputata repubblicana italoamericana del Parlamento del Nevada

venerdì 27 novembre 2015

Siamo tutti un’unica nazione

 “…Io vi voglio invitare adesso, tutti voi giovani, Linette e Manuel, a venire qui, a prenderci tutti per mano; ci alziamo in piedi e ci prendiamo per mano come segno contro il tribalismo. 
Tutti siamo un’unica nazione! Siamo tutti un’unica nazione! 
Così deve essere il nostro cuore.
 Il tribalismo non è soltanto alzare la mano oggi, questo è il desiderio, ma è la decisione. 
Ma il tribalismo è un lavoro di tutti i giorni. 
Vincere il tribalismo è un lavoro di tutti i giorni; è un lavoro dell’orecchio: ascoltare l’altro; un lavoro del cuore: aprire il mio cuore all’altro; un lavoro della mano: darsi la mano l’uno con l’altro… 
E adesso diamoci la mano gli uni gli altri….
 “No al tribalismo!”…

giovedì 26 novembre 2015

Unico, vero, autentico testimone di Pace

La violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura , la sfiducia e la disperazione che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”(Papa Francesco a Nairobi)
 
 
 
Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”. Il riferimento a papa Luciani è appena velato. La frase è dell’arcivescovo di Ferrara, Luigi Negri, alto prelato in profondo disaccordo con Francesco e punto di riferimento di Comunione e Liberazione…” (Il Fatto Quotidiano.it)
La prima è una delle tante pillole quotidiane umoristiche e intelligenti di un professionista napoletano che da tempo circolano su FB che, mi auguro, prima o poi le raccolga in un libro, la seconda ,purtroppo, è una amara, triste notizia riportata da Il Fatto relativa ad una infelice espressione di un alto prelato ,  in verità molto… basso , nei confronti di Papa Francesco che in qualche modo da ragione alla battuta dell’ avv. Romano.
Questo viaggio in terra d’Africa di Papa Bergoglio in un momento in cui il terrorismo miete vittime anche nel continente africano, è il prosieguo di un viaggio cominciato il 13 Marzo del 2013, poco più di due anni fa, con l’elezione di questo pontefice che non ha perso tempo nell’imprimere l’inizio di una svolta nella Chiesa cominciando proprio dal papato, dal proprio ruolo non più fatto di ermellini, scarpe rosse alla Ratzinger ma di uno stile fondato sulla semplicità, sull’umiltà, sulla testimonianza, insomma una umanizzazione con tutta la sua fragilità di Vescovo di Roma.
Lo zoccolo duro è sì nella curia romana, negli apparati vaticani ma anche e direi soprattutto in quei prelati legati ad organizzazioni chiuse e settarie, associazioni e movimenti che poco hanno a che fare con l’impegno e l’evangelizzazione dove è d’obbligo sporcarsi le mani per operare nei territori difficili ,preferendo sedi esclusive e contatti tesi a ben altro con convegni e adunate fatti di passerelle di politici e uomini che contano.
Papa Francesco ha messo piede da poche ore in terra d’Africa con il coraggio di chi può mostrare il volto senza paura, di chi può parlare a pieno titolo di pace senza dover nascondere l’altra mano armata, di chi può parlare senza ipocrisia ai fratelli musulmani senza fare il giorno dopo di tutta un’erba un fascio, di chi oggi rappresenta l’unico, vero, autentico testimone di Pace.
La violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura , la sfiducia e la disperazione che nascono dalla povertà e dalla frustrazione”,sono le prime parole che ha pronunciato in una Nairobi super presidiata dove Francesco non ha voluto auto blindata e giubotto antiproiettile dicendo scherzosamente ai giornalisti al seguito di aver paura soltanto delle zanzare.
Siamo con te grande Uomo di Pace.

mercoledì 25 novembre 2015

Ebbene sì, confesso, condivido il pensiero di Paolo Cirino Pomicino


Non avrei mai immaginato di dover condividere per la quasi totalità, il pensiero di un politico del quale non ho mai avuto alcuna considerazione positiva e che ha fatto, comunque la si pensi,una parte significativa della  storia di questo nostro Paese.
 
Cirino Pomicino, l’uomo della prima Repubblica ma onnipresente nella seconda ( ammesso che ci sia una seconda Repubblica), amato dalle così dette trasmissioni di approfondimento ed anche da chi è preposto a dispensare incarichi, ha espresso il suo punto di vista sulla candidatura di Antonio Bassolino che ho trovato quanto mai condivisibile anche per l’analisi lucida e puntuale che ne ha fatto l’ex Ministro e potente personaggio della D.C.
 
Con una lettera a Il Mattino di oggi pag. 59 tra l’altro dice : ….La candidatura di Bassolino ritengo sia un errore perchè mai Sindaco fu così pieno di poteri eppure così tanto inadeguato. Come dice Paolo Mieli la memoria non ci deve mai lasciare se non vogliamo smarrirci ed allora è bene ricordare che Bassolino ha governato Napoli per ben 17 anni . Per i primi sette anni direttamente (1993-2000) e per i successivi dieci anni indirettamente avendo messo , tanto per non cambiare, a fare il Sindaco una amica democristiana politicamente fragile come Rosa Russo Iervolino collega di governo per 4 anni con De Mita ed Andreotti. Ma non è finita . Durante il suo sindacato fu anche per un biennio ministro del lavoro con una somma di poteri impressionante con i quali ha distrutto il suo stesso partito sciupando la grande opportunità di far decollare Napoli in una stagione in cui non vi era una opposizione degna di questo nome e mitizzando il partito personale che tanto male ha fatto all’Italia. Se Napoli è nelle condizioni attuali la responsabilità  grande non può non averla chi negli ultimi 22 anni l’ha governata per 17 anni….. 
 
Ebbene sì, confesso, condivido il pensiero di Paolo Cirino Pomicino.
 
 

domenica 22 novembre 2015

Una ricandidatura in stile americano , ma non proprio

Il giornale della città che riporta da tempo l’agenda personale dell’ex Sindaco ed ex  Presidente della Regione , ci comunica che Antonio Bassolino ha deciso di candidarsi per la prossima tornata amministrativa alla poltrona di Primo Cittadino ed il giorno dopo ce lo mostra fare jogging sul lungomare, domani forse ce lo riproporrà sui mezzi pubblici o a cena in una trattoria dei quartieri spagnoli.
 
Fin quì nulla da eccepire a parte il fatto di prendere atto della scelta fatta dal giornale di Caltagirone ormai da tempo.
 
Nulla da eccepire anche sulla decisione di ricandidarsi, è un suo diritto ma oltre al suo, ritengo ci sia il diritto-dovere dei cittadini di informarsi nel caso la memoria giochi brutti scherzi e fare un piccolo sforzo per ricordare cosa era la città fino all’ultimo giorno della gestione dormiente della Signora Iervolino in continuità con quella di Antonio Bassolino.
 
Commissari, super-commissari, pioggia di danaro per l’emergenza rifiuti,(dall’11 Febbraio 1994 al 30 Maggio 2009) cumuli di immondizia alti come montagne fino a fine maggio del 2011 le cui foto hanno fatto il giro del mondo e, se la memoria non mi inganna, da quella data nessuna emergenza è stata registrata, i cumuli scomparsi e certamente tanto da fare ancora.
Ma a parte la decisione seppur legittima dell’ex Sindaco di ricandidarsi, sul piano politico, che non può però prescindere da quello tutto personale che lascio all’interessato, il Partito di riferimento, che dovrebbe essere il PD, non può cavarsela con un “non è il nostro candidato”  perchè le responsabilità del consenso interno ad Antonio Bassolino la dice tutta, del non aver fatto crescere una classe dirigente, dell’aver pescato sempre nei soliti nomi e dinosauri del partito, delle vergognose primarie del 2011, delle spaccature e, peggio, del far finta di niente nei confronti del Renzismo utilizzato a piacimento per occupare poltrone.
 
Conosco il disagio delle tante persone perbene, dei tanti ex militanti del PD che hanno optato per il silenzio e mi chiedo se dopo aver digerito il renzismo siano disponibili a digerire quest’altro colpo basso di una riesumazione che sa di una vera e propria sconfitta e non sarà certo una foto sul lungomare dal volto tutto americano a ridare credibilità al partito che ha amministrato la città per lunghi anni.
 
E quando parlo di volto tutto americano, chiaramente, mi riferisco soltanto al jogging….e chi ha orecchie per intendere, che intenda.
 
 

domenica 15 novembre 2015

Quando la morte bussa alla tua porta

Le reazioni alla strage di Parigi ancora una volta confermano l’attenzione dell’opinione pubblica quando taluni avvenimenti accadono in casa o vicino casa.
 
Un po’ come quando terribili malattie accadono all’amico dell’amico o al familiare, più è vicino il dolore maggiore è la nostra commozione, il nostro dolore.
 
Soltanto pochissimi giorni fa decine di morti a Beirut causati da uomini imbottiti di esplosivo, donne,uomini e bambini massacrati dalle  barrel bomb e da quelle sganciate in  Siria, e l’elenco potrebbe continuare, ma la morte è ancora molto lontana, fa parte delle notizie che non ci spostano di un millimetro, sono fatti loro.
 
Quando la morte bussa vicino casa la paura prende il sopravvento e l’attenzione è al massimo, la vediamo già come dentro casa, l’emozione e la paura prendono il sopravvento, la morte ha connotati ben precisi e i morti hanno un volto, un nome ed una nazionalità.
 
I mercanti di morte che parlano di pace dopo aver riempito gli arsenali del terrorismo, ci risparmino i sermoni falsi e ridicoli, perché chi semina violenza raccoglierà  prima o poi violenza e la morte busserà anche alla loro porta.  

giovedì 12 novembre 2015

La foto della speranza

Tra le tante notizie-schifezze e relative foto  che in questi giorni attraversano l’informazione : l’abate di Montecassino e i soldi fregati alla Comunità, l’attico del cardinale Bertone e la sua festa di compleanno, ai piccoli e grandi truffatori del tempio, preferisco  la speranza che questa foto emana

domenica 8 novembre 2015

Faraoni in rosso,in nero e giacca e cravatta

In questo pazzo, pazzo mondo di arrampicatori, affaristi, imbroglioni, mediocri ed affini, l’Uomo vestito di bianco a fatica ma con determinazione, continua la sua azione riformatrice incontrando sul suo cammino uomini vestiti di rosso abbarbicati ai loro attici, ai loro conti bancari, ai loro privilegi.
 
I suoi continui interventi per niente casuali ma ben mirati, come quello dell’altro giorno I Cristiani non possono vivere come Faraoni. Basta con i vescovi attaccati ai soldi e quello di questa mattina non è però che abbia soltanto l’indirizzo di tal Bertone ma anche di altri che godono di privilegi non proprio in linea con il messaggio cristiano.
 
Il vivere da Faraone non è diretto soltanto ad alcuni uomini in rosso ma anche a quelli in nero, anche all’ultimo prete di campagna con il libretto di risparmio bene imbottito, ai tanti preti funzionari che alzano e abbassano la saracinesca del proprio sacramentificio.
 
Ma anche ai tanti Faraoni sparsi tra quanti si definiscono Cristiani e vivono stretti ai loro interessi, personali o di lobby, ai loro legami massonici o di organizzazioni come l’ Opus Dei che, guarda caso, in questi giorni ha visto Mons. Vallejo Balda, molto vicino all’organizzazione, arrestato in Vaticano per aver violato la riservatezza di importanti documenti che faranno la fortuna di due autori specializzati nel settore.
 
Ha ragione Papa Francesco quando ha detto che le riforme andranno avanti anche grazie all’appoggio di tutta la comunità cristiana che chiede da decenni un inversione di tendenza per un ritorno alla Chiesa evangelica che non sia quella retta e voluta dai faraoni in rosso, in nero o in giacca e cravatta ma da quelle categorie privilegiate soltanto dal Vangelo, i poveri, gli ultimi.
 
Francesco andrà avanti con il sostegno di tutti quelli che hanno invano in questi ultimi cinquant’anni cercato a fatica di tenere aperte le porte del Concilio voluto da Papa Roncalli, sempre che qualche faraone non decida di mummificarlo una volta per tutte.

mercoledì 4 novembre 2015

Ciao Poeta

  …  Ma i poeti, nel loro silenzio
                                                           fanno ben più rumore
                                 di una dorata cupola di stelle.                                                                                                     Alda Merini
 
Alfredo Bonazzi è andato via nello stesso giorno di un’altra grande voce della poesia, Alda Merini, all’alba del primo di Novembre.
 
La sofferenza degli ultimi giorni alleviata dall’ascolto dei suoi versi, letti amorevolmente dalla moglie Laura, dalla figlia Chiara e dal nipote Stefano, quei versi scritti nel silenzio e nel segreto della sua anima.
 
Ci sentivamo di frequente e mai dimenticava di chiedermi di Napoli che portava nel cuore e dei suoi ricordi tristi dell’infanzia,  della fame e della violenza subita durante la guerra.
 
Gli innumerevoli premi e riconoscimenti ottenuti per le sue poesie  non hanno mai mutato il suo essere uomo semplice, riservato e schivo, lontano dai riflettori, al servizio dei più deboli e dedito alla famiglia ed in particolare al suo adorato nipote Stefano.

                                                ***********


Pubblico nuovamente  la pagina che tempo fa gli dedicai e che lo rese molto felice.
 
La tua  amicizia fraterna Alfredo  resterà tra le pagine più belle della mia esistenza. 


Nel 1971 al Premio I Pegasi di Tarquinia , in finale con Eugenio Montale , che  definì Bonazzi una delle più belle voci del ‘900, fu proclamato vincitore per acclamazione del pubblico 

Abito il Sogno

Abito il sogno coi fiordalisi
tessendo collane di antére
intorno al vecchio ulivo.
Primavera malata di sonno
mi offre l’ombra del vento
tra le mani cieche di spine.
Spoglio di voti,
ogni giorno
sono l’uomo della capra
che spezza i germogli dei fiordalisi.
Sento sermoni oscuri
                                    cadere sul davanzale
                                    mentre veglio con smorte pupille
                                    come un angelo di pietra
                                    o una vergine di smalto.
                                    No, non lascio la palma:
                                    il giorno del fuoco
                                    potrebbe essere domani…
Orfano del sole
(Agli alunni non vedenti dell’Istituto dei Ciechi di Milano)
Se un giorno dovessi scoprire
l’anima di gelatina
alla tua mandorla verde
o raccogliere il sogno intatto
sotto la lapide spezzata
della tua innocenza, solo allora
anch’io potrei parlare con te
ORFANO DEL SOLE, con te
che hai sale d’infinito
negli occhi digiuni di luce
e rami spinati di rose bianche
nelle mani di crisalide.
Certo, con te non potrei competere
nell’ascolto del vento
quando dialoga a fine estate
con le foglieesauste
prima del distacco:
non mi è dato di percepire
il vissuto del suono che ti guida
a svoltare gli angoli
o a scansare pozzanghere di cielo.
(…da quando ho giocato a “mosca cieca”
quante memorie di orizzonti
sull’età palpitante di neve!
Io che ho amato le tinte forti
di tutti i colori rovesciati
dal calamaio dei giorni
ti prego d’insegnarmi come fai TU
a scoprire la magia d’un sorriso
sul volto della donna che non vedi…)
Ora ch’è primavera
(…maggio si svena in delirio di luce…)
ti penso malinconico
alla finestra dipinta di un verde
tutto da inventare.
A vertigini di parole,
come fragile fanciullo
offerto a una prova d’amore,
vorrei dividere con te, giuro,
la metà del poco tempo
che ancora m’appartiene

lunedì 2 novembre 2015

Va ora in onda l’indecenza

Domenica sulla prima rete del servizio pubblico è andata in onda una farsa indecente, o come l’ha definita il Sindaco di Napoli un agguato politico mediatico alla città ed ai napoletani, condotta dal Sig. Giletti pagato dai contribuenti anche napoletani, con la complicità di quel Matteo Salvini eurodeputato assenteista, Segretario di quella Lega degli scandali che proprio oggi è stato chiamato  in causa nel corso del processo per truffa dall’ex Segretario Umberto Bossi.

 
Il conduttore che ho difficoltà a chiamare giornalista eccitato dalla bolgia con arte creata in studio con la presenza anche di un consigliere fuoriuscito dalla maggioranza che pare pentito di ricevere anch’egli biglietti omaggio per le partite di calcio, biglietti goduti fino ad oggi a distanza di meno di un anno dalle amministrative. 
 
Tra urla assordanti il conduttore clone del Vespa dei Porta a Porta con discutibili ospitate per commentare funerali ad otto cavalli, sempre più eccitato dalle invettive   del Salvini, che invece di pensare agli scandali della Milano capitale morale d’Italia (EXPO, Regione, Arresto del Vice Presidente,etc), ha concluso con epiteti contro i napoletani e la città di Napoli 

Preferisco non commentare la questione  biglietti partita, già ben argomentato in un articolo apparso su  Identità Insorgenti diretto da Lucilla Parlato (BIGLIETTI OMAGGIO / San Siro, centinaia di ingressi gratis per il Comune di Milano. C’è anche Salvini), e gli improvvisi mea-culpa di qualche consigliere , preferisco rivolgermi all’autorevole esponente del direttorio del Movimento 5 Stelle , Presidente della Commissione di Vigilanza Rai  Roberto Fico, perchè la questione indecente è tutta quà.

Il Presidente Fico forse troppo impegnato a ribadire in ogni salsa che il Movimento non appoggerà mai De Magistris alle prossime elezioni, contrariamente sembra a quanto chiede la base del Movimento a Napoli, non  ha comunicato ancora quali provvedimenti siano stati adottati per Bruno Vespa per l’ospitalità data in Rai alla famiglia romana dei Casamonica, ci ha fatto sapere soltanto di aver chiesto chiarimenti ai vertici.

Ed ora chiederà nuovamente  chiarimenti ai vertici Rai o la gazzarra andata in onda Domenica fa comodo oltre che al PD anche al M5S sempre in vista delle prossime amministrative? 

L’indecenza trasmessa dal servizio pubblico è la vera immondizia e non quella che il Sig. Giletti vede per interposte persone bacchettando i napoletani imitando il Segretario di quella Lega della truffa dei rimborsi al Governo per circa vent’anni tra parlamentini padani e ridicole ampolline.


Carlo Fedele

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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