I dipinti di Eduard Gardun accompagnano l’appassionante storia d’amore e di intrighi politici di Aldonza Santapau (testo di Salvo Garufi e di Enrico Guarneri) – prima puntata

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la casa del sogno antico definitivo

PRIMA PUNTATA

Aldonza - copertina

 

 

 

 

 

Personaggi:

  • Diego, uno sgherro di nobili origini, segretamente innamorato di Aldonza. E’ il protagonista;
  • Aldonza Santapau, baronessa di Militello;
  • Sara, amica saggia di Aldonza, innamorata di Diego;
  • Antonio Piero Barresi, barone di Militello, marito di Aldonza;
  • Pietro Caruso, segreto (amministratore) del castello, segretamente innamorato di Aldonza;
  • Luigi Barresi, fratello diabolico del Barone;
  • Cola Barresi, fratello pasticcione del barone;
  • Nicolò Musca, uno sgherro prudente;
  • Bernardo Rimasuglia, uno sgherro irruento;
  • Francesca, madre disperata del segreto.
Testo di Salvo Garufi ed Enrico Guarneri
dipinti di Eduard Gardun

Atto I

 Scena I

Diego e poi Pietro.

gardun 7Atrio del castello di Militello. Si vede una torre con un arco da cui si entra, una portache dà in una stanza, una fontana con abbeveratoio (il modello è la fontana Zizza di Militello). Davanti alla porta ci sono un tavolo, sedie e sgabelli. Mentre la scena si illumina…

 Diego entra, beve un sorso d’acqua alla fontana, si guarda intorno e torna a bere. Siede su uno sgabello. Si sente cantare…

 Ci vosi n’àngilu di Licudìa

Pi tìngiri a culuri u me paìsi!

Su dd’è luntana, l’aria si limìia

E mancu na mezz’ùra para un misi!

E di st’amuri u sapi sulu u ventu,

Ca fa cascari i fogghi ‘ngiallunuti,

Fogghi ca vannu a diri u ma turmentu

’Nfacci a funtana, ’nfacci i statui muti!

 

Amuri amaru, amuri duci,

Amuri senza vuci,

Amuri senza amuri,

Amuri ca nun mora,

Amuri misu ‘ncruci!

 

Amuri amaru, amuri duci!

Fu troppu tradimentu

Mittìrimi in pinzeri

Di cu mi fìcia beni

A fìmmina e mugghièri!

 

Nun c’è cunsigghiu e mancu c’è timenza

A fàrimi cangiari fantasia!

C’è u ma distinu porcu di scemenza,

Unna a spirtizza mora e si stravia!

C’è stu gran ventu forti ca cumanna

E trasa dintra i casi e spogghia i rami,

Comu stu cori mìu, ca nun dumanna

E nenti duna e perda i sa richiami!

 

Amuri amaru, amuri duci!

Fu troppu tradimentu

Mittirimi in pinzeri

Di cu mi fìcia beni

A fimmina e mugghieri.

 

Amuri amaru, amuri duci,

Amuri senza vuci,

Amuri senza amuri,

Amuri ca nun mora,

Amuri misu ’ncruci!

Entra in scena Pietro con un foglio dove è scritta la canzone. Si avvicina a Diego.

eduard gardun 9
Pietro: Bravo, mastro Diego! La canzone è venuta bella… (batte la mano sul foglio aperto)… anche se ci hai aggiunto qualcosa!

Diego (vivacemente): E’ stato un modo come un altro, per mettervi in guardia, don Pietro!

Pietro: In guardia da che?

Diego: Diciamo… dal mio pensiero sbagliato!

Pietro (sulle sue): Non mi piacciono gli indovinelli!

Diego: Eppure… (indica il foglio)… anche le miniminagghie servono… quando si vuol dire più di quanto sarebbe giusto dire.

Pietro: Va bene. Mi darai spiegazioni più tardi… Ora, vai! Il barone è pronto per la partenza.

Diego (si alza e va a porglisi davanti): Mi spetta obbedire ed io obbedisco…

Pietro (lo guarda con aria interrogativa): Cioè?

Eduard GardunDiego: Obbedisco e non vedo!… Io non vedo mai niente, d’altra parte! Non mi spetta vedere e non vedo! Però, detta così…  stàtivi accùra!

Pietro. E di che?

Diego: Nel castello non ci sono solo i miei occhi e le mie orecchie!

Pietro (liquidatorio): Felice notte a te, Diego!… Vai e non dire più fesserie!… (appallottola il foglio e lo scaglia a terra… si volta di nuovo verso Diego)… Anzi, piuttosto, ripeto… Gli ordini sono stati eseguiti?

Diego (guarda il foglio per terra…): Uno per uno… Tutto come voleva il barone.

Pietro: La guarnigione?

gardun 2Diego: Ci ho già pensato. Se andate nelle scuderie, vi trovate Omar e Abdul che preparano i cavalli.

Pietro: E, oltre a loro, quanti uomini partono?

Diego: Cinquanta… tanti ne domanda il barone… E mi pare che bastino. Anzi, detta così… macari assupècchiunu! Vedrete che sfraceli sono capaci di combinare, quei due! Sono due pupi neri, che, loro soli, valgono dieci saracini assatanati!

Pietro: Perciò li abbiamo scelti… Bene! Anche questa incombenza l’abbiamo svolta!

Diego: Così pare!

Pietro: Però, ora ci resta il castello da difendere.

Diego: E qui comincia, detta così… una vera acchianatuna!

Pietro: E’ tanto alta, questa montagna da scalare?

Diego: Vi basta il fatto che restiamo senza uomini e… in balia di cani e porci?

Pietro: Mi basta e ti dico di non dormirci sopra.

Diego (fissa il padrone, significativamente): E non ci dormo, don Pietro, non ci dormo… com’è di giusto!… Mi spetta non dormire e non dormo! Ma, siete voi il segreto del castello. Spetta a voi darmi gli ordini giusti!

Pietro: Dalli tu, gli ordini, al posto nio… se hai le idee tanto chiare!

gardun 3Diego: Sapete già che a Palermo stavo al servizio di don Alonzo De Cosmi… Eravamo una ventina di amici pronti a tutto per, detta così… sciugghìri tutti i ruppa!

Pietro: C’è solo il piccolo particolare che a Palermo la tua setta dei Giusti Vendicatori poteva anche funzionare…  e non sempre, dato che sei scappato!… Ma qui?

Diego: Qui ne basterebbero cinque o sei di quelli buoni.

Pietro: Se ne trovano anche di più, se è per questo… Ma, mi pare troppo rischioso per il barone! Da noi spie e tragediatori crescono anche sulle pietre.
Diego: Già! Sono peggio della gramigna, quelle malecarni! Ecco perché al barone dovete dire ogni cosa, ma lui non deve mai comparire.

Pietro: Se non lui, allora chi?

Diego: E’ una croce che spetta a voi, don Pietro!

Pietro: A me? E a che scopo? Per farmi passare da fellone e traditore?

Diego: Si tratta di pittura, don Pietro! Una bella scena per far vedere qualcosa che non c’è… Ufficialmente, neppure voi ne dovreste sapere niente… Comparirò soltanto io. Ma, deve essere chiaro a tutti chi c’è dietro di me…

Pietro: Mi chiedi poco, mastro Diego! Debbo… appena appena… diventare un intrigante come don Luigi Barresi!

Diego: E’ pittura, vi ho detto! Avete visto il bel retablo del maestro Antonello da Messina, a Santa Maria della Stella?

gardun 6Pietro: Certo che l’ho visto! E vedo pure che sei troppo istruito per i miei gusti!… Penso che non vuoi restare un semplice sgherro!

Diego: Mi piace imparare, questo sì! Però, i panni che indosso ora mi bastano!… Eppoi, per me ormai vale il vostro antico detto… cu lassa a vecchia ca nova…

Pietro (impaziente): Lo so! Sapi chi lassa e nun sapi chi attrova! Complimenti, vedo che ogni giorno di più diventi sempre meno forestiero e sempre più siciliano!

Diego: Mi accontento del poco che ho, come tutti i contadini!

Pietro: Perfetto, visto quanta gente ti cerca! Ma, ora spiegami che c’entra la saggezza popolare con Antonello da Messina?

1Diego: La prospettiva, don Pietro… la prospettiva! Con un giuoco di linee si dà l’illusione di uno spazio dentro il quadro…

Pietro: E quindi?

Diego: In verità, dentro una tavola che spicchio di spazio ci sarà mai? Nulla! Eppure, noi  lo vediamo, questo spazio… Parabola significa…

Pietro: Basta! Ora esci fuori dal baccàgghiu e parla come i cristiani! In altre parole, se ho capito bene… io, a parere tuo, dovrei diventare un paravento tra te ed il barone? Una cosa che non c’è, ma che tutti devono vedere?

Diego: Diciamo uno che presta nome e faccia, più o meno! Ed il mio compito di contadino… sarà zappare per voi!

Pietro (riflette): Di solito, i congiurati non fanno una bella fine…

9Diego: Gli agnelli non se la passano meglio… ma sono sicuro che andrà tutto bene… se manterrete la fiducia del barone!

Pietro: E come?

Diego: Gli direte prima ogni vostra mossa e, nei limiti del possibile, aspetterete il suo consenso…

Pietro: Questo lo farei in ogni caso!

Diego: Non basta, purtroppo!

Pietro: Che altro c’è?

Diego: Lasciatemi libero di parlare ancora per un minuto, allora… un minuto e basta!

Pietro (rabbuiandosi): Ora sì che incomincio a preoccuparmi!

Diego (sospira, come per prendere coraggio): Voi avete più spirtìzza di me… e sapete cose che io manco mi immagino! Ma. il problema è che, certe volte, quando c’è l’età acerba e quando si conosce il latino che basta per far girare la testa alle femmine… lo so per esperienza… si diventa troppo sicuri di se stessi… e si rischia di scivolare!

3Pietro (vivacemente): Attento, Diego! A parlare come stai parlando, si rischia di più!

Diego (ignorando la minaccia): Come è chiaro, con la sicurezza spuntano i sentimenti in libertà… mentre il vostro ed il mio dovere è di non portare mai gli occhi sopra l’altezza giusta!

Pietro (lo prende per il bavero. Poi, si sforza di parlare con calma): Io ti rispetto, Diego…

Diego (senza mostrare paura): Ed io ho troppi obblighi con voi, per non guardarvi come si guarda un figlio!

Pietro: Alla mia età, però, vorrei badare da solo a me stesso!

gardun 4Diego (liberandosi): E avete ragione!… Ora la stessa cosa ditela al cuore vostro di poeta!

Pietro (stizzito): Non darmi mai più le tue lezioni di saggezza, Diego!… Avrei infilzato chiunque altro al tuo posto!

Diego (calmo e perentorio): Io so solo che poco fa, come un cardellino, qualcuno cinguettava nell’aria… (indica il foglio per terra)… quella canzone!

Pietro: E con ciò?

4Diego: Le parole non mi sono piaciute!… Sono forestiero, ma… se viene facile a me capire chi è la signora in questione… non mi spetta dire altro!

Pietro: Tu non mi tradiresti mai. Ti ho conosciuto come uomo dal coltello facile, sbandato e cercato dagli sbirri, però di cervello fino e, soprattutto, cavaliere nel cuore!… Anche prima che ti portassi qui, al castello!

Diego: Ed io ogni giorno ringrazio la Madonna della Stella e San Nicolò il Grande per ciò che avete fatto!… Però, piglio buono per me solo!… Per gli altri, so che la gratitudine degli uomini spesso, detta così… è cchiù capricciusa di na carusa bedda!… Non vorrei che, con tutto questo canta che ti passa, poi spuntino… l’auciddazzi nìuri! Queste bestie non sempre usano gli artigli… perché hanno una malizia che è peggio della spada!

Pietro: E chi oserebbe tanto? La mia onestà è ben nota a tutti… al barone, soprattutto!

Diego Ed anche ai suoi fratelli, per disgrazia! Quelli, detta così… ci puliscono i coltellacci con l’onestà e la cavalleria!… Soprattutto don Luigi, che non ci starà manco un minuto a gettare fango su di voi e la cognata!

Pietro: E perché mai dovrebbe?

Diego (alterato): Perché non dovrebbe, se ci esce una borsa di denaro in più? Siete voi che amministrate il feudo, non lui!

Pietro: Così ha voluto il barone.

Diego: Il barone, ma lui no!

Pietro: E che cosa mi rimprovera?

6Diego: Domani, per esempio, don Luigi e don Cola vengono e vi dicono che la loro rendita è troppo poca, che non ci stanno più nelle spese… Voi che fate? Vi mettete contro il barone, o contro di loro?

Pietro: Io non conto nulla! La cifra è stata decisa da don Antonio Piero ed io… ho soltanto il compito di ubbidire!

Diego (si spazientisce): Il barone fra poco parte e noi restiamo nelle mani di chi, prima o poi, farà il salto della quaglia… non so se mi spiego!

Pietro: Non ti spieghi per nulla!

Diego: Eppure le vostre orecchie hanno il dovere di stare più all’erta delle mie! Soprattutto, senza trascurare ciò che vanno ciuciuliando serve e stallieri… Vi informo che don Luigi Barresi  è molto… forse troppo!… legato, si fa per dire… a don Antonio Branciforti!

Pietro: Il figlio del conte di Mazzarino?

Diego: Proprio lui! Il figlio di quello stesso don Nicolao Melchiorre Branciforti che non riuscii a infilare dentro una bara a Palermo…

Pietro (pensieroso): Da tempo, non è un mistero per nessuno la… particolare natura di don Luigi.

Diego: il problema è un altro… i due colombi stanno conducendo trattative segrete per far sposare don Luigi con donna Margherita Abbatellis… Così, in un colpo, se in questa guerra il barone dovesse morire…

7Pietro: Ben due feudi cadranno sotto il controllo dei Branciforti…

Diego: Tre, se ci aggiungete i possedimenti dei Santapau!

Pietro: Il re non lo permetterà…

Diego: I Branciforti non sono persone facili da masticare, neppure per il re!… Stanno con le chiappe al vento con i più forti, ma guardano i loro pari con la stessa intenzione con cui, detta così… noi guardiamo un cinghiale allo spiedo!

Pietro (pensoso): Allora è davvero un problema…

Diego: Se don Luigi resterà vivo, direi di sì!

Pietro: E’ questo il motivo per cui vuoi rifare la setta dei Giusti Vendicatori e mi chiedi prendere al servizio altri sgherri?

Diego: Se si vuol fare un lavoro pulito, certi amici ci vogliono come il pane… Ci vogliono, ma si spera sempre che non servano!… Almeno voi, però… non dovete complicarmi la vita! Cercate, detta così… di non mettere altra paglia vicino al fuoco!

Pietro (alterato): Detta così! Detta così!… Parli come una fattucchiera ubriaca e io non ho capito a quale paglia ti riferisci!

8Diego: Vi voglio bene, don Pietro, e ve lo do come consiglio… quando vi spunta lo sfizio canterino, voi ed io ce ne andiamo lontano dal castello… molto lontano dalla baronessa, specialmente!

Dalla porta si vede passare Luigi Barresi, che, sentite le ultime parole, si nasconde subito.

Pietro (arrabbiato, quasi mette mano alla spada, poi torna a prenderlo per il bavero): Ora hai detto troppo!

Diego china il capo, senza accennare a difendersi. Pietro lo lascia andare sgarbatamente. Poi, gli volta le spalle e si avvia ad uscire dall’arco. Sulla soglia, si ferma, senza voltarsi.

Pietro: Guarda se i mori e la guarnigione sono pronti, mentre io vado a dare gli altri ordini…

Diego (inchinandosi, pronto ad andare via): Come volete, vossabbenedìca!

Pietro: Aspetta!… (va a mettergli affettuosamente un braccio sulle spalle): Vieni! Faremo un pezzo di strada insieme… Forse hai ragione tu, forse è meglio che la smetta di abbaiare alla Luna!

Pietro esce con Diego. Entra Luigi, raccoglie il foglio da terra e va via. Rientra Diego di corsa…

Diego: Il foglio è scomparso!… (guarda verso la stanza da cui è andato via Luigi)… Scoprirò chi sei… prima che tu faccia danno!

Esce di scena dalla stanza. Buio sulla scena.

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Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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