Eros e didattica

EROS E DIDATTICA
di Giovanna Nastasi

Nell’articolo apparso Domenica 15 Novembre sul quotidiano La Repubblica , il noto psicoanalista lacaniano Massimo Recalcati, parlando della noia dice: “ la loro apatia inquietante ( riferendosi ai giovani) traduce la caduta verticale del senso autenticamente erotico della vita: nel nostro tempo non c’è più spazio per la meraviglia nei confronti dell’apparizione miracolosa del mondo”.
In questi giorni si è svolto a Rimini uno stimolante convegno che ha avuto come oggetto la Qualità dell’integrazione scolastica e in quell’occasione ho avuto la possibilità di ascoltare su questi temi Massimo Recalcati e Vito Mancuso che, evidentemente, non hanno bisogno di ulteriori presentazioni.
Nel suo fortunato libro L’ora di lezione – per un’erotica dell’insegnamento – Massimo Recalcati sostiene che l’erotizzazione del sapere dipende dallo stile del Maestro perché trasforma in libri in corpi cioè in profumo e carne. In questo modo, l’allievo non è un semplice recipiente passivo ma un Amante poiché ha imparato ad amare la scoperta. Il maestro fa, veramente, quella che Recalacati definisce Prevenzione primaria, quando portando il fuoco illumina la vita; bisogna mostrare cioè che il sapere è attraversato da una mancanza che si ricomincia tutte le volte a RI- Apprendere. L’insegnante, dunque, porta con se la possibilità della luce per donarla al suo allievo affinché egli possa andare da solo. La scuola, nella visione di Recalcati, deve combattere il suo nemico peggiore, cioè lo Scientismo che consiste nella convinzione che la valutazione sia un semplice protocollo da applicare; al contrario essa è sempre frutto di una relazione Uno a Uno perché poggia le sue fondamenta nella radice umanistica. Il desiderio di imparare, di conseguenza, diventa un atto erotico perché non è più un elemento caotico e pulsionale ma si traduce in un elemento ordinatore che guida l’apprendimento. Il desiderio non è un turacciolo sulle onde ma ciò che orienta la vita umana e da qui scaturisce la felicità.

Molto spesso si parla di aggiornamento, di nuove strategie educative, di sperimentazione e valutazione…, per carità tutte cose legittime e sacrosante. Tuttavia, se ciascuno di noi provasse a pensare, per un istante, alla propria carriera scolastica e a un prof. , si renderebbe conto che il suo prof. gli ha insegnato qualcosa che non si esauriva nello spazio di una interrogazione, misurata attraverso la fredda corrispondenza di indicatori, valutatori o tabelle. Perché? Semplice, è sempre la qualità della relazione a salvare, poi viene tutto il resto. Cito testualmente dal libro L’Ora di lezione: “ ogni insegnante insegna a partire da uno stile che lo contraddistingue. Non si tratta di una tecnica né di metodo. Lo stile è il rapporto che l’insegnante sa stabilire con ciò che insegna a partire dalla singolarità della sua esistenza e del suo desiderio di sapere.”
Se la cultura non è un luogo che si apre alla “Umanizzazione” della vita nessun incontro sarà possibile nella dimensione erotica del sapere. L’ “Humanitas”, intesa come idea di Luce, come Nostalgia dell’idea di Luce è stata il filo conduttore della relazione di Vito Mancuso che intende l’Educazione come la sintesi dialettica di LOGOS e CAOS. Il primo non va inteso come la ragione che calcola ma come una forza che genera armonia. Il secondo, è l’energia allo stato puro, primordiale e informe. In questa prospettiva, la Pedagogia ha il compito di portare ordine ma senza annullare il caos, essenziale poiché ci da lo slancio vitale. Così l’azione didattica si traduce nella possibilità di educare la mente e il cuore conducendo l’allievo all’idea di Bene, Bellezza, Giustizia.
Io spero e mi auguro che tutti coloro i quali si occupano di insegnamento possano un giorno sentirsi dire le parole che Massimo Recalcati dedica alla sua Prof. di Lettere Giulia Terzaghi: “ dopo ti te Giulia, ho avuto solo maestri, uomini intendo. Tu sei il mio solo maestro femminile. Oggi dico: il più importante. Sei stata un nuovo alimento per me, un cibo sconosciuto di cui ignoravo l’esistenza. Tu mi hai insegnato per prima l’amore per i libri.”

Giovanna Nastasi

Editoria

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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