Festa patronale di Militello (CT): ci siamo divertiti… ora ci restano i disastri (testo di Salvo Garufi – dipinti di Anna Kappler)

contadino - Alba sicilianala casa del sogno antico definitivo1Come un elefante in una cristalleria

testo di Salvo Garufi
dipinti di Anna Kappler

Ormai, di Militello in Val di Catania è rimasto soltanto un aggregato di case, dove sognano di scappare, più o meno, seimila anime in pena.

12
Ci si consola con le piccole glorie locali, tutte o morte o avanzi di pensione…

Ci sono stati nel Seicento il principe don Francesco Branciforti, un po’ briccone, un po’ lungimirante, ed il poeta Pietro Carrera, fervido creatore di millantato credito (come la bufala della fondazione romana della città). Nel Settecento, epoca di ricostruzione post-terremoto, sono venuti fuori ottimi funzionari, in ogni caso capaci di inventarsi il barocco del Val di Noto (lo stesso che la pervicacia dei pappagalli locali si ostina a chiamare tardo barocco). Il più simpaticamente strambo di questi (non originale, che la sua opera fu tutta un copiare) fu il prete.architetto-pittore-teatrante-poeta Antonino Scirè, a cui si debbono alcuni versi famosi:

Militello è fabbricata a cesso

l’infamità si trova ad ogni passo

l’acqua che scorre nel canale (in italiano, fontana) stesso

è avvelenata a tasso.

Amara a colui che si vede spesso

dall’infamità è condannato al falso…

Militello, terra senza conforto

di acqua, vento e campane a morto.

2Nell’Ottocento nei nostri carruggi intrigavano nell’ombra alcune famiglie – i funzionari, non essendo individui, ma categorie, vanno a famiglie… – di successo, come i Natale, i Majorana Cocuzzella, i Majorana Calatabiano, i Cirmeni

3Nel Novecento i funzionari diventarono notabilato. Vennero fuori soprattutto nomi di politici, per formare una sorta di neo-aristicrazia un po’ cicisbea, un po’ don Rodrigo.

La loro eredità? Veri e propri disastri culturali, che ormai sono diventati quasi irreversibili disastri economici.

In tutto questo che ruolo ha il popolo?

Beh, al popolo basta dare un po’ di fuochi d’artificio, qualche cantante scalcinato, qualche discussione sulle partite di calcio, qualche raccomandazione per non farlo morire di fame e farlo vivere come un morto di fame… ed è contento.

4Per il notabilato il popolo è come i bambini: gli regali il gelato e gli freghi la casa.

7A Militello, soprattutto quest’anno, la parte del gelato l’ha fatta la festa del Santissimo Salvatore. Due buone serate di spettacoli – l’esibizione della banda musicale di Noto ed i fuochi d’artificio del maestro Vaccalluzzo – ci hanno fatto già scordare il disastro e la perdita di immagine – che, purtroppo, peseranno per anni – creati con una orribile e pacchiana tomba messa davanti al venerato monumento della Chiesa Madre.

11Ho sentito già il solito Topo di sacrestia che mi ha squittito:

“L’arte è una questione di gusti ed alla gente, quella che tu chiami tomba, piace!… Ci mettono pure i fiori, per devozione!”

21“Per la verità” ho risposto, “l’arte è una questione di cultura, non di gusti… ogni epoca nell’arte esprime i suoi sogni e i suoi ideali… Michelangelo, per esempio, ci ha raccontato le aspirazioni alla grandezza dell’Uomo rinascimentale… Tornando a Militello, quindi, nelle nostre chiese si vorrebbe leggere il fervore di una nuova concezione urbanistica, sottolineata dall’eleganza delle inferriate volteggianti e panciute, dalle fantasie della pietra ricamata, dagli inediti punti di vista: quello laterale di San Nicolò-SS. Salvatore, che dopo una solenne scalinata – anch’essa laterale – ti dà la grandiosità di una facciata che va guardata da vicino (da lontano si rimpicciolirebbe), quello in diagonale di Santa Maria della Stella, dove il punto di fuga è rappresentato dal campanile (per questo fu a suo tempo rovinata dalla piazza che gli fecero davanti e da un anonimo e bruttissimo scatolone-casa che si ci mise in mezzo…”

22“Ma voi?” a questo punto, ha detto al Topo il mio amico Mazzacanagghia, che difficilmente se ne sta in silenzio. “Voi che cazzarola avete rappresentato, con quei marmi neri, pesanti e cafoni, con quelle lastre bianche dove ci manca solo la scritta qui giace, con quella statua (peraltro malfatta) messa innaturalmente troppo bassa…”

“Hanno rappresentato la loro confusione mentale…” ho concluso io, con placida rassegnazione. “Hanno rappresentato la prepotente ridicolaggine della formica che in groppa all’elefante pensa di essere anch’essa elefante… e come un elefante in una cristalleria, appunto, si comporta!”

anna kappler

23

***

CENNI BIOGRAFICI di Anna Kappler

Anna Kappler nasce a Nettuno, dove tutt’ora vive e lavora. Dopo gli studi seguiti presso il Liceo Scientifico, si laurea con lode in Scienze Biologiche all’Università La Sapienza di Roma. La sua passione per l’arte si mantiene viva, nonostante gli impegni lavorativi e la famiglia. Continua a dipingere, ama leggere libri, ascoltare musica, vivere a contatto della natura, nel suo totale rispetto. Parla e scrive fluentemente la lingua inglese. Dal 2011 segue corsi di pittura e disegno e sperimenta, in autonomia, varie tecniche pittoriche e materiali diversi, sempre alla ricerca di emozioni positive, legate al concetto di ampi spazi ed al senso di libertà.
Nel 2013 il suo acquerello “Papaveri” viene scelto come copertina del libro di poesie “Confessioni di una giovane eretica” di A. Rizzo e nell’edizione del 2014 il suo pastello “Ascoltando i segreti del mare” viene selezionato e pubblicato come immagine di introduzione al capitolo “TESTI CONCHIGLIA” dell’ANTOLOGIA CONCHIGLIE ( Casa Editrice D’Anna ).
Le sue opere “ Isola Antica”, “ Emozione” e “ Ritratto di Maryann” si trovano a New York ( Collezione Privata ).
“Il sogno” e “Mater” si trovano a Napoli, “ Cossyra”, “ Oblìo “, “ Effetto Roma”, “1950”, “ Il mare e l’infinito”, “L’infinito”, “ Caos “, “ A passo di danza”, si trovano a Roma, “Peter” si trova a Milano ( Collezioni Private ).

Recensioni :
“Se è vero che un dipinto è uno spiraglio aperto sull’anima di un artista, il mondo interiore di Anna Kappler trasmette, anche al più diffidente dei fruitori, un invidiabile senso di serenità. La pittrice nettunese sembra, infatti, essere in grado di dare colore alla parte più intima di cui è fatto ogni essere umano: i sogni.
I paesaggi marini sono, senza dubbio, il cuore della produzione di Anna Kappler: gli azzurri luminosi con cui rende alla perfezione la spumosità dell’acqua, i turchesi intensi con cui cerca di ricreare la profondità degli abissi e le sfumature dorate della sabbia umida, dove restano incastonate le orme delle figure femminili che vi passeggiano con soave delicatezza, sono motivi che spesso si ripetono, ma non esauriscono la poetica di questa poliedrica artista.
A colpire, infatti, sono anche i numerosi ritratti di donne e bambini dai tratti leggeri ma sicuri, tutti come colpiti da una luce brillante, che ne fa risaltare la purezza interiore e sembra quasi narrarne le storie, come potessero parlare o fossero in grado di raccontarsi.
I paesaggi, poi, dalle città sulle coste del sud Italia, alle Isole, alla Capitale, spiccano per la continua ricerca dell’inaspettato particolare che risalta tra le pennellate decise, così come nelle nature morte e nei recenti tentativi di astratto.
Le tecniche usate da Anna Kappler spaziano dall’acquarello, alla tempera, all’olio, fino ai gessetti, ai pastelli o alla semplice grafite e nessuna sembra avere segreti per l’artista, la cui capacità di plasmare le forme desiderate a seconda del supporto usato è davvero sorprendente e comunica un equilibrio e una limpidezza intrinseca che va oltre l’appagamento della sola vista, abbracciando tutti i sensi, come solo i talenti unici sono in grado di fare col loro inimitabile carisma”. A cura di Alessandra Rinaldi – maggio 2014

“La cancellazione dell’identità porta l’osservatore a concentrarsi sul punto più importante della pittura dell’artista: il dialogo tra le sensazioni dell’uomo con l’ universo circostante. Il sentire dei profumi, l’ascolto dei rumori ed il parlare dei silenzi diventano una costante del lavoro di Anna.
Le sue figure sembrano danzare dinnanzi al mondo, come a voler mostrare di esser capaci di un dialogo silente e misterioso, di avere un’interiorità che sprigiona consapevolezza di un ”io” mutevole.
L’arte di Anna Kappler, comprende e poi sospende il tempo nello stesso istante in cui esso è riconoscibile, conosce e cancella infinite identità nello stesso tempo in cui si identifica un sentimento viscerale.
L’artista si alterna tra dinamici sentimenti e altalenanti mutamenti”.
Critica a cura di Benedetta Spagnuolo
29/09/2014

Anna Kappler un’artista dalle note romantiche con un’attenta selezione di ritratti e paesaggi che ben esprimono le abilità della pittrice. Quadri realizzati con tecniche miste, tra acquarelli che si legano a gessetti e ai pastelli, opere che possono essere considerate “romantiche”, dove il paesaggio e la donna divengono protagonisti non invadenti e in assoluta armonia con le parti. Mi piace parlare di Romanticismo mentre osservo i quadri di Anna perché in essi si crea un nesso imprescindibile tra opera d’arte e dimensione spirituale, non solo una bellezza intesa come grazia ma un vero e proprio moto emotivo suscitato nell’animo dell’osservatore che viene catturato dagli effetti del colore…il blu e l’azzurro generano vibrazioni spirituali raggiungendo l’anima, il colore avvolge chi osserva e finisce per acquisire un odore, un sapore e un suono…caratteri che lo stesso Kandiskij nei primi del ‘900 riconosceva all’uso del blu nei sui dipinti, per lui il Blu era il protagonista perché implicava profondità e diveniva il colore “spirituale” per eccellenza distaccandosi da una concezione puramente materialista dell’arte, ed è in questo concetto che riconosco anche il lavoro di Anna Kappler

Dott.ssa Emanuela Pellegrino Storica dell’arte
Maggio 2015

Anna Kappler ed il privato universale
di Salvo Garufi
Sarà il caso, un giorno o l’altro, di riprendere in mano Il piacere del testo, libro di Roland Barthes. Converrà purché si capisca che non è detto che un testo sia costruito soltanto con le parole. Ci sono pure le immagini, che sanno raccontare, se vogliono, fatti ed emozioni. Le immagini dei pittori naives, qualche volta, ci hanno incantato più dei racconti di Emilio Salgari, più delle fiabe, quanto l’immortale poema dell’Ariosto, quasi quanto il romanzo di Cervantes.
Certo l’arte, scrive Barthes, può essere di piacere, se ci rassicura nelle nostre convinzioni morali ed estetiche. E’ di godimento, invece, se ci terremota dentro, se ci distrugge gli antichi convincimenti e ci spalanca nuovi orizzonti interiori.
Ma, ogni singolo artista, tanto per citare un film di qualche notorietà, ha davvero cinquanta sfumature di grigio. Un po’ canarino cinguettante, un po’ lupo’ lupo solitario, l’artista oscilla tra esasperazioni sentimentali e famelici attacchi ai luoghi comuni. Non tutti nella stessa misura, qualcuno più artista che poeta, qualcuno più poeta che artista. Le sfumature non sono cinquanta, ma cinquantamila volte cinquanta.
Così Anna Kappler. Smaliziata disegnatrice e delicata colorista, ella ci presenta un mondo tutto al femminile, un po’ demodé, se vogliamo… ma, chi l’ha detto che la moda debba indicare i tempi giusti della storia?
Nelle sue Operette morali Leopardi satireggiò intorno alla moda, che degli uomini è l’unica vera tiranna. Per moda, gli uomini fanno ciò che neppure la morte fa loro fare: si rendono ridicoli.
Anna Kappler, invece, più che la moda, insegue un ideale di vita spiritualmente elegante. Non ha la pretesa di cambiare il mondo, ma si ritaglia attorno quella parte di mondo che le sembra più bella. Paesaggi, emozioni e situazioni dei suoi quadri sono, al contempo, personali ed universali.
In altre parole, i suoi sono i momenti di protagonismo delle persone comuni. Potremmo, azzardando, paragonarli alle canzoni dell’immortale coppia Mogol-Battisti, che erano una sorta di canti eroici su piccole, personalissime emozioni.
Per questo trovo deliziosi i disegni della nostra artista, il paesaggio incantato o la donna infinita, il bambino che ispira dolcezza o il fiore che ci regala bellissime cromie, tutto in lei diventa lietezza e meraviglia, tutto diventa amore e ammirazione per l’Intelligenza che ha creato il tutto.

ESPOSIZIONI ( principali ):
· luglio 2013 Mostra Collettiva Colore
Galleria ABC art – Roma

· novembre 2013 Mostra Collettiva Parlando al mare
Galleria ABC art – Roma

· novembre 2013 Mostra Collettiva Ritratti
Galleria ABC art – Roma

· febbraio 2014 Mostra Collettiva Casa mia… Casa mia…
Palazzo del Campidoglio – Roma

· a p r i l e 2 0 1 4 Mostra Collettiva Artistiche Emozioni
Galleria ABC art – Roma

. maggio 2014 Mostra personale Il colore dei sogni
Galleria ABC art – Roma
. novembre 2014 D’Arte D’Amore Donna – Esposizione di arte contemporanea
Hotel Palace Astura – Nettuno ( Roma )

. gennaio 2015 Mosaico di Emozioni – Mostra Collettiva
Galleria ABC art – Roma

. febbraio 2015 Giù la Maschera – Mostra Collettiva
Galleria Baccina – Via Baccina 66 – Roma

. marzo 2015 D’Arte D’Amore Donna – Mostra Collettiva
Forte Sangallo – Nettuno ( RM )

. aprile 2015 Le tele di Anna Kappler – Mini personale
Caffè Centrale – Aprila ( LT )

. maggio 2015 Oltre la mente il mare … – Personale
Forte Sangallo – Nettuno ( Roma )

. Ottobre Novembre 2015 – Oltre il mare … – Personale
Turirizzo – Sala Espositiva – Latina

Alba siciliana, Anna Kappler, La Casa del Sogno Antico, neoromanticismo, Salvo Garufi , ,

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

Precedente Eravamo quattro amici all'Osteria del Sogno Antico (Salvo Garufi, Eduard Gardun e... Dante Alighieri) Successivo Da Militello(CT) al mondo intero, appello agli artisti: candidiamoci a sindaci! (testo di Salvo Garufi - sculture di Giuseppe Alessandro)