Sesso intellettuale… nei Liberi Quartieri piemontesi

 

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I silenzi di Trieste

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Sesso intellettuale nei Liberi Quartieri piemontesi
di Salvo Garufi

La nebbia delle Langhe sconsigliava il viaggio, quella notte. Perciò (forse) Carlo ingranò la marcia e partì. Il brutto (anzi, il bello) venne subito. Già dal cuore di Alba, da piazza Savona, non bastarono più gli occhi per tenere la strada. Ci si aiutava coi ricordi e con le deduzioni. I chiarori dei lampioni spuntavano per un attimo da profondità luciferine solo quando ci passava sotto. Ai lati, le facciate delle case mancavano del tutto. Però, vide l’insegna della Standa (e fu un peccato, perché il bello del bello era che la città spariva con lui). Si consolò all’idea che c’erano ancora due catene montuose da superare, nel silenzio e nel buio, sopra un asfalto viscido e con tante curve a gomito chiuse tra noccioleti e burroni. In quel momento capì che i fantasmi esistono. Prima se ne stavano nascosti dentro di lui ed ora avevano vaghi corpi di fumo. Parlavano e pretendevano risposte. Pure Irma gli ballava davanti al parabrezza.

– Fottuta vita! – concluse a voce alta, mentre lasciava l’abitato.
Procedette così fino a Borgomanera, quando cominciarono i tornanti. Salendo, il freddo e la nebbia diventarono qualcosa di solido e formavano un tutt’uno con la neve vecchia di un mese. La striscia tratteggiata sulla strada era di poco aiuto, dato che al di là di qualche metro non la si vedeva più. Accese il riscaldamento per istinto di conservazione. Arrivò a Borgomale e cominciò la discesa. Cosa ottima: preferiva concentrarsi sulle difficoltà della guida e non pensare alle altre difficoltà. Quindi: seconda, terza e attento a non toccare i freni.
– Si fa sempre in tempo a morire – disse, come per consolare il cruscotto.
Almeno finivano i dubbi. Irma poteva essere… non sapeva bene cosa… forse la libertà, forse la rivincita… In ogni caso, era una donna attraente. Ma era, soprattutto, la moglie di Roberto.
Un chilometro dopo, però, dovette ammettere che morire non è cosa facile. Infatti, si fermò, quando improvvisamente, per un recente rifacimento del manto stradale, scomparve il riferimento del tratteggio bianco. Giunse le mani come in preghiera e vi appoggiò la testa. Sentì su di esse il profumo di Irma e si ricordò che lei lo aveva comprato a Grasse, in estate. Fino a pochi mesi prima, erano due coppie normali, lui e sua moglie Luisa, Roberto ed Irma.
A Grasse colse di mattina il primo sorriso provocante di Irma. La Costa Azzurra è il posto ideale per sfasciare i matrimoni. Lì aleggiano ancora i sospiri di Eluard, di Gala e di Dalì. Roberto guardava la promenade des anglais, appollaiato come un rapace che cerca una lontana preda. Un mese prima la Mondadori gli aveva pubblicato Un viaggio d’inferno, il suo primo romanzo.
– La forma è tutto! – disse Roberto. – Ho scritto un libro che farà schiattare tutti i poveracci alla Bertolucci!
Gonfiò le gote, come usava fare spesso. Nel suo aspetto c’era qualcosa del tacchino e qualcosa dell’aquila. Il corpo massiccio, soprattutto nei glutei, era goffo; ma, il naso adunco, gli occhi piccoli e mobili, sui quali convergevano all’ingiù le sopracciglia, davano l’idea d’un rapace attento. Proprio in quell’istante Irma posò una carezza devastante sulla schiena di Carlo e poi gli fece sentire sul dorso della mano il seno grande e tiepido. Dai suoi capelli ramati tralucevano i cerchi d’oro degli orecchini. La pelle ammorbidita dalle creme comunicava la sensualità elaborata delle quarantenni.
Scese dall’auto per fumare una sigaretta. Magari avrebbe capito dove si trovava esattamente. La notte manteneva un assoluto silenzio. Non c’era un alito di vento. Una piuma sarebbe andata a terra in perfetto appiombo. Spense i fari ed, appoggiato al cofano, aspirò con voluttà. Doveva essere dalle parti di Borgomale. Dopo, si sarebbe spinto giù nel fondovalle, per risalire di nuovo su, fino a Càstino. Qui sarebbe cominciata l’ultima discesa, fino agli stabilimenti della Miroglio ed alla periferia di Cortemilia. Sua moglie voleva stabilirsi in uno dei nuovi condomini che vi hanno construito. Anzi, addirittura avrebbe preferito trasferirsi ad Alba. Sua moglie era una brava donna, ma da anni certi incontri tra lui e lei succedevano senza preliminari… Egli, comunque, intendeva ristrutturare la casa dove era nato, nel quartiere storico di San Pantaleo! C’è una vecchia ruggine, a Cortemilia, tra quelli di San Pantaleo e quelli di San Michele. E’ una città spaccata in due dal fiume Bòrmida. Le costruzioni migliori, purtroppo, sono tutte ubicate in San Michele. Ma, poi vennero per lui ben altri e nuovi argomenti, quando Roberto andò a far compere con Luisa in una delle sue tante visite a Cortemilia. Rimasti soli, infatti, Irma si avvicinò.
– Che ci vuole a scioglierti? – chiese.
– Cosa?
– Oh, basta! – ella disse e lo baciò.
Fortunatamente, non persero la testa. Si abbracciarono a lungo; ma, quando Roberto e Luisa tornarono, si erano ricomposti. Parlò con Irma soltanto il giorno dopo e perché telefonò lei.
– Mercoledì Roberto non è in casa. Sta fuori fino a tardi, per una cena con gli intellettuali del Canavese… o giù di lì. Vieni alle sette!

Trieste-il cielo 8

Lentamente, riprese la strada verso casa. Dopo qualche decina di metri la striscia tratteggiata tornò a fargli da guida. A valle, la nebbia s’infittì ancor di più. Dovette procedere a passo d’uomo, con la prima. Di colpo, vide due fari appannati che gli venivano incontro, altrettanto lentamente.
– Ecco un altro disperato – pensò.
Si incrociarono. Ma, preso dai suoi pensieri, dedicò all’altra auto l’attenzione appena bastante a scansarla. Quella notte fuggiva da Irma. O meglio, fuggiva dalla vergogna di essere entrato nel suo letto e non averci fatto nulla. Quando Irma lo accolse, pensò:
– Tutto sommato, che torto mi ha fatto, Luisa?
E glielo fece subito dopo, il torto, Luisa, con quel pensiero. Nudi, lui ed Irma poterono al massimo giocare a fare Adamo ed Eva ai tempi della beata innocenza. Non ci furono mani o labbra capaci di provocare la giusta reazione.
– Tornatene da tua moglie – fu l’epitaffio di quella bella scappatella.
Forse per questo, quando finalmente, non sapendo neppure come, arrivò a Cortemilia si sentì contento ed abbandonò i propositi suicidi. Anzi, forse c’era di più, forse c’era stata una crescita nel suo rapporto coniugale. Ebbe (forse) coscienza di quanto era stato felice con sua moglie. Provò, quindi, a pensare che (forse) era andata nel modo giusto. Volle tornare ad essere felice.
Aprì la porta di casa fischiettando e si lasciò scappare un sospiro di sollievo.
– Al diavolo! – si disse allegramente. – Voglio restare fuori dalle grinfie di quella donna.
Poi sorrise a sua moglie, che gli sorrise.
– Ciao – le disse.
– Come stai, caro?
– Così così… Ho avuto difficoltà per la nebbia. Ma, che vuoi farci?… Roberto mi ha portato a Bra, da un pittore amico suo.
– Roberto?
– Già, Roberto! Sono stato con lui.
Cominciò a spogliarsi, giurando a se stesso che quella sarebbe stata la sua ultima bugia.
– E tu? – chiese a Luisa, per cambiar discorso. – Ci sei andata ad Aqui?
– Da mia sorella, no?
– Esattamente… Perché? Non dovevi andar là?
– Certo, caro!
Indossò il pigiama, andò in bagno a lavarsi i denti e si mise sotto le coperte.
A quel punto, però, sentì che c’era qualcosa sotto il suo sedere. Allungò la mano e tirò fuori un foglio plastificato. Allibì.
Era la carta d’identità di Roberto. Si ricordò la macchina incrociata per strada e rivide l’inconfondibile sagoma di una mercedes (proprio quella di Roberto).
– Luisa! – gridò allora e subito un tardivo lampo illuminò il viso incredibilmente rosso di sua moglie.

Salvo Garufi

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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