Il neoromanticismo di Giuseppe Fucsia

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Il neoromanticismo di Giuseppe Fucsia

di Salvo Garufi

Coi tempi che corrono, sotto l’incubo dello svuotamento degli Io – tra normative burocratiche, fughe oceaniche dalla propria terra e morte delle idee politiche – si ha quasi il dovere di evitare la banale citazione del capolavoro dell’anti-utopia, quel 1984 di George Orwell, dove si narra di una società dominata da un non ben definibile Grande Fratello (e chi lo fa, lo fa per mera incomprensione dell’opera).

Il pittore Giuseppe Fucsia possiede questo pudore, seppur con qualche malizia neo-pascoliana. I suoi colori, infatti, spesso tenui, spesso armonizzati da un sottile ghirigori di sfumature, ci farebbero pensare a un bisogno di delicatezza, a una voglia di carezzevoli incantamenti davanti alla natura ed alle cose.

Vuoto 32Persino quando raffigura una Buccia di arancia, pensandola come una scultura resa presente dalla forte materialità del bronzo Fucsia cerca lo spirito, magari nell’azzurro del cielo, dentro cui l’opera si innesta come una vite senza fine.

VuotoPer Pascoli era questa la sostanza del simbolismo. La natura, l’aria, l’acqua, il fuoco si facevano esseri viventi. Il X agosto le stelle cadenti erano proprio le lacrime del cielo, sbigottito dalla violenza degli uomini.

Ma, come ho già detto, l’accostamento tra il poeta ed il pittore può risultare fuorviante. Il rapporto tra Fucsia e Pascoli ha natura dialettica, non imitativa.

Vuoto 33In Pascoli l’Io-romantico – quello che tutto racchiude e che aveva reso immortali i versi di Leopardi – veniva tragicamente messo in crisi. L’Universo, con tutto il suo enorme mistero (come, poi, avrebbe scritto il Carducci) era l’unico essere senziente. L’uomo era una pura espressione di una vita generale… o, peggio, di un unico pensiero universale.

Vuoto 64Quindi, nell’epoca in cui la visionarietà di un Casaleggio ha fatto diventare ideologia – uno vale uno – l’unificante messa in ordine di tutti i pensieri sociali da parte dei computer, mutatis mutandis, il problema – almeno quello dell’Io-empirico, quindi quello di ogni singolo individuo – si ripropone in tutta la sua urgenza.

Giuseppe Fucsia ha dato un’ipotesi di risposta, cercando l’unicità di ogni cosa che raffigura nello specchio del sentimento. Restano, cioè, le cose – il volo, l’acqua, la canalizzazione della stessa, il fiore-farfalla… -, ma le forme diventano accenni e i colori concetti, echi dentro il cuore dell’artista.

Vuoto 44Straordinaria, per esempio, è l’intuizione di rendere non funzionale la disposizione degli elementi di una canalizzazione d’acqua, staccandoli gli uni dagli altri… o, addirittura, capovolgendone qualcuno.

E qui ritorniamo al punto di partenza di questo scritto, a Gerge Orwell. Nella società perfettamente preordinata del romanzo – dalla lingua che non comunica, ma delimita il pensiero… all’ossessiva perdita della privacy e degli affetti – l’unica protesta possibile è l’amore… la gioia di un sentimento tutto nostro, assolutamente e vitalmente egoistico.

Vuoto 52L’amore, la tenerezza verso un altro singol Io, cioè l’errore rispetto alla pura ragione…

“Ci sono ragioni che la ragione non può capire” scrisse Pascal.

Lo capì Kubrick in quel capolavoro di film che fu 2001, Odissea nello spazio. Ce lo dice ora a bassa voce Fucsia, con le sue delicate cromie di natura assolutamente neoromantica.

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Giuseppe Fucsia, nato a Scordia, vive e lavora , Roma, Anzio -Latina,

formatosi sotto la guida di Toti Scialoia ,Cesare Vivaldi, Rino Di Coste, e la ricerca sperimentale di Nato Frasca ,all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Selezionato dalla stessa accademia per la partecipazione Expo di Bari 1983/84 e biennale di Istanbul.

Invitato al premio “Dante Alighieri” a Montecitorio da Palma Bucarelli e il senatore Spadolini.

Catalogo della BNL RomaScrive di me ,Lucrezia Rubini   “Artista estremamente eclettico, in quanto la sua attività, sempre sperimentale, spazia dalla fotografia, installazione, dalla grafica e il design, al video o alla performance e spesso usa queste competenze in modo interdisciplinare, ovvero multimediale e ipertestuale. Ha suo attivo molte esperienze sia per quanto riguarda l’attività espositiva, sia quella professionale. Si citano tra le ultime esposizioni.

Nel 2009/2010  la personale  per telethon ” il ventaglio per l’infinito ” presso la galleria Consorti “A – STRA- ZIONE “. Nel 2010 intervento di Land Art, presso Terme Acque albume di Tivoli .”

Dal 2015 ad oggi ,  sta lavorando come artista e curatore , al progetto: “Sui 4 elementi”, ispirato al mondo greco classico attualizzandolo a nuove forme.

Nel 2016 , l’università di Urbino ” Carlo Bó” mi ha selezionato per l archiviazione dei miei progetti

La mia esposizione si estende in varie città d’Italia , d’Europa, in America ed oriente: Istanbul , Dubai ..ecc.

Catalogo p

Editoria, Giuseppe Fucsia, Hartem Torino, Salvo Garufi

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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