Peppino Mantella e l’arte concettuale in Sicilia (racconto di Salvo Garufi – ceramiche di Mario Perspicace)

logo A copiala casa del sogno antico definitivo

Peppino Mantella e le sue feste

racconto di Salvo Garufi
ceramiche di Mario Perspicace

Come la storia, come il paesaggio, qui tutto è accidentato, scosceso ed in salita. 

perspicace 6Eccolo il teatro delle nostre gesta: di colpo, quasi a ridosso delle case, boscaglie di fichidindia scortesi, ulivi polverosi, pietre biancheggianti come scheletri sotto il sole di luglio. E nel paese i segni dei secoli – gloria, dolore, fatica – cozzano con le pacchianerie contemporanee.

perspicace 10Qui si soffre e si ride ad alto volume. Forse ce lo insegna la luce, che si impone per gran parte dell’anno e smangia l’orizzonte della Piana.

Perciò, tutto sommato, a Militello un po’ folli lo siamo. Nelle tinte forti ci viviamo bene e, se ci capita di andar via emigranti, come l’ago di una bussola il nostro cuore indica il ritorno.

Come dimenticare questo piccolo, perfetto universo? Come dimenticare le nostre cronachette ed i personaggi pirandelliani che vi agiscono? Come dimenticarsi di Peppino Mantella?

Coerente, senza cedimenti, egli interpreta con esemplare serietà il suo ruolo alternativo alle feste patronali. Bambino, vide nel prete il suo ideale. E, se nessun titolo ed una sorte iellata di emarginato, gli hanno impedito di diventare tale, ha saputo fare a meno dei titoli e della sorte.

Così, superando gli scherni di grandi e piccini, si è unilateralmente proclamato Vicario di Dio. Per anni ha svolto onorevolmente la sua milizia. Ora merita il premio di un affettuoso ricordo.

Tout autour de l’église, con la tacita e cristiana sopportazione del clero ufficiale, Peppino celebra puntualmente il suo personale calendario liturgico. Parallelamente alle normali feste patronali, senza pregiudizi od odi perspicace 5campanilistici, sempre più calvo e rotondo, con gli eterni calzoni corti a scoprire la sua anima bambina, porta in spalla per le vie del paese una piccola bara, con sopra il simulacro della Divinità.

perspicace 3Lo segue un codazzo festante di ragazzini, pronti all’applauso ed al sorriso sfottente. Ma, Peppino non se ne cura. E’ troppo occupato a rifare con la bocca la musica della banda. Cammina con passo cadenzato e solenne, lo sguardo fisso in avanti sotto le sopracciglia cespugliose, sul capo la corona nera dei pochi capelli, irti come spine.

Lo fermano in tanti.

“Peppino! Cinquanta lire di bombe e di mascattaria!”

“Peppino, cento lire di napoletane e di cassa infernale!”

Peppino accontenta tutti, paziente come un bue. Fa bum! e tra-tra-tra! con la bocca, come in una pagina futurista di Filippo Tommasi Marinetti.

Ultimamente si è modernizzato. Ha comprato tric-trac e fulminanti e li ha sistemati, pronti a sparare, sul davanti della piccola bara, a sua volta piazzata sopra una specie di carrozzella. Un po’ di poesia si è persa, come sempre avviene con l’avanzare del progresso.

perspicace 9I suoi modi, però, restano distaccati e lontani, quasi di sufficienza, come se ci perdonasse per le nostre risate, dato che non sappiamo quel che facciamo.

Forse, ha ragione lui. Forse, Peppino ci è superiore. Egli è un campione della libertà. Ha rotto schemi e convenzioni, diventando prete  in barba al destino ed alle accademie. Ha fatto a meno dei riconoscimenti altrui, riuscendo ad essere esattamente ciò che voleva essere. Chi di noi, in sincerità, ha avuto lo stesso coraggio?

Noi, in questa luce siciliana senza pudore e senza pietà, coltiviamo altre follie, ben più pericolose. L’ambizione, la cupidigia, l’invidia e una malintesa sensualità ci scorticano vivi. La morte ci coglie, tesi come archi, con alle spalle una vita che è stata un continuo rinviare a domani.

Peppino no. Egli è uno dei poveri amati dal Cristo. E’ l’ultimo ancora disposto ad impersonare San Giuseppe nell’asta del 19 marzo di ogni anno. Quando morirà, Dio sarà contento di risentire dalla sua bocca la banda suonare in suo onore e lo accompagnerà in processione, senza le pagliacciate serie delle autorità terrene.

Giù il cappello, amici! Sta passando il Paradiso, in spalla a Peppino Mantella!

perspicace 4

Mario Perspicace

BIOGRAFIA ARTISTICA SINTETICA

All’età di tredici anni ha imparato ad intagliare ed eseguire bassorilievi in legno. A quell’età era stato dotato di un piccolo banchetto ove salire per raggiungere l’altezza adeguata per poter eseguire i lavori che portava a termine alla stregua, se non alle volte meglio, di altri dipendenti adulti i quali a volte commentavano le incosuete abilità dimostrate dal ragazzino, ma lo facevano pensando che lui non se ne accorgesse, in quanto non era pagato per ciò che faceva, l’opportunità di “imparare il mestiere” era la sua remunerazione.

perspicace 8In un’occasione un professore della scuola di ceramica frequentata da Perspicace fece eseguire un asinello copiandolo dal vero all’allievo che aveva proseguito l’opera appena iniziata dall’insegnante che si era dovuto assentare per motivi didattici. Al ritorno il professore vedendo l’opera del giovanissimo allievo Perspicace ebbe ad esclamare: “Minchiavola! Lo sai che ragiona? Perspicace lo sai che ti dico? Finiscilo tu!”. Quel professore che insegnava figurine presso la scuola d’arte a Caltagirone si chiamava Nicolò Barrano.

Ha lavorato presso “Don Totò Iudici” quando aveva circa 15/16 anni. Eseguiva l’ornato, tipico stile decorativo delle ceramiche calatine. Dallo stesso Iudice, valente torniante, ha appreso la tecnica per eseguire al tornio le anfore “a becco d’aquila”. Scoprì tale tecnica spiando dal buco della serratura della porta del laboratorio mentre il sig. Iudici eseguiva al riparo da occhi indiscreti la tornitura dell’anfora.

Passano gli anni, assolve gli obblighi di leva, consegue il titolo di maestro d’arte e, in mezzo a tantissime difficoltà, riesce anche a vincere il concorso a cattedra per l’abilitazione all’ insegnamento di educazione artistica presso le scuole medie inferiori e disegno e storia dell’arte presso le scuole secondarie superiori.

Prosegue comunque la sua attività di scultore, torniante, decoratore e nell’esecuzione di altorilievi e bassorilievi, nonché di pittura ritrattistica e paesaggistica, esprimendo la propria sensibilità e abilità artistica a livelli di eccellenza in ogni sua espressione nel campo della ceramica.

Nel 1970 propone una personale a Caltagirone entusiaticamente recensita dal dott. Marino.

Nel 1986 si trasferisce a Taurasi, ove tuttora risiede, in provincia di Avellino.

perspicace 2“Natale al Santuario di Pompei”
Nel 1987 ottenne l’esposizione permanente di una propria opera presepiale presso il santuario di Pompei.

Moltissimi sono stati i riconoscimenti ottenuti in terra irpina. Solo per elencare alcuni esempi: dalla Via Crucis presente presso una chiesa in località Dentecane, all’opera presepiale del 1990 permanentemente esposta presso il comune di Taurasi, proseguendo con la mostra di sculture presso il Circolo della stampa di Avellino nell’anno 1991, inaugurata dall’allora on. Gerardo Bianco. Nel 1992 il volto e mani di Santa Filomena presso la chiesa madre di Taurasi, nel 1993 vendita, al Museo Irpino, di quattro gruppi composti di dodici figure a tema “irpinia che scompare” civiltà contadina e artigiana, per poi arrivare all’assegnazione del Premio Internazionale Sublimitas nel 2011.
· Premi
Premio Internazionale Sublimitas – 12.3.2011

mario perspicace

Hartem Torino, La Casa del Sogno Antico, Narrativa, neoromanticismo, Peppino Mantella, Salvo Garufi , , ,

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

Precedente A Militello, il sonno della ragione ha generato i suoi mostri (un racconto di Paolo Ruggieri - fotografie di Marco Montagna) Successivo I dipinti di Eduard Gardun accompagnano l'appassionante storia d'amore e di intrighi politici di Aldonza Santapau (testo di Salvo Garufi e di Enrico Guarneri) - prima puntata