Il prof. Caltabiano, Mazzacanagghia, il mondo, il pensiero del mondo e l’alta sartoria… (il nuovo libro di Salvo Garufi)

eccellenza-italiana-2arte-e-moda-2

cropped-logo-neoromanticismo-copia.jpg

logo-a-copia

***

Nella Casa del Sogno Antico tutto scorre, nulla cambia e l’artista è lo stilista del pensiero

Primo capitolo del romanzo “NEOROMANTICSMO” di Salvo Garufi
Immagini nell’ordine (due per ciascun artista): Salvatore Tommy Randone (pittore e ceramista), Eduard Gardun (pittore), Costantino Susino (pittore), Giuseppe Alessandro (scultore), Gaetano Ferrari (stilista)

guerrieri 13
Il visitatore che si avventura nelle curve che portano oltre la Piana di Catania, alla fine della strada, vede case appese sui pendii come panni stesi al sole.

Trattasi della bellicosa Firenze degli Iblei, città Patrimonio dell’Umanità grazie ad paio di chiese tardo-barocche regalateci da un terremoto del XVII secolo.

guerrieri 5Ai margini del suo abitato devastato da barbarici interventi edilizi e dalla impermeabile ignoranza della locale classe dirigente, c’è, infine, il Libero Quartiere di San Pietro, dove trovi la Casa del Sogno Antico, qualcosa a metà strada tra la putìa do vinu di una volta, la galleria d’arte e la casa editrice.

Ne è proprietario il prof. Saverio Caltabiano, che seduto sul ballatoio coi suoi quattro amici (e, qualche volta, lettori) beve, fuma e pontifica sulla politica e sugli enormi misteri dell’universo.

1gardun aDavanti a loro si apre la campagna siciliana, ovvero uno scenario da pittura surrealista.

Vedi un’intera foresta di simboli. Vedi la pietra calcarea sotto il peso del sole, vedi il groviglio dei rovi scortesi e disseccati, vedi le boscaglie di fichidindia polverosi ed opachi, vedi i pochi contadini rimasti, piegati dall’imperio di un lavoro senza gioia e senza futuro. Ogni curva sulla strada all’orizzonte è cieca come il destino. Anche il sole sugli occhi ti dimostra che la luce sa nascondere molto meglio dell’ombra.

Nella bellicosa Firenze degli Iblei – come gli sterpi, cioè ognuno per breve volgere di tempo, ma tutti insieme sempre – hanno dominato il paesaggio umano feroci dinastie di potenti, serve di poteri ancora più potenti. Così, lì tutto scorre e nulla cambia, come disse il prof. Caltabiano all’amico Mazzacanagghia alla terza bottiglia di birra ed alla undicesima sigaretta.

“Cominciamo bene!” mormorò, per tutta risposta, Mazzacanagghia.

Sapeva che la faccenda diventava lunga, se il professore prendeva a parlare con l’occhio perso dietro gli anelli di fumo.

gardun f“Uno dei gioielli narrativi di Leonardo Sciascia…” continuò Caltabiano.

“Quello del giorno della civetta?” lo interruppe Mazzacanagghia.

“Sì…” disse Caltabiano.

“Chissà dov’era, poi!”

“Chi?”

“La civetta!”

“A casa di tua sorella era!… Ma, ci capisci mai qualcosa tu, nei libri?”

“Io il film lo vidi… e l’unica civetta, lì… era la moglie del morto!”

“Addio!”

“Professore! Mi debbo sentire offeso?”

“Fai tu! Ma, se ti offendi la birra te la paghi.”

“L’ho già perdonata!”

“Sciascia, dicevo… egli raccontò la storia di mons. Ficarra, un vescovo che finì missionario in partibus infedelium…”

“Cioè?”

Dalle parti degli infedeli, libro edito a Palermo, da Sellerio, nel 1979.”

A quel punto, Caltabiano aspirò il fumo con voluttà, poi espirò con maggiore voluttà… e continuò il suo discorso con gli occhi al cielo, come se soltanto con il cielo valesse la pena di continuare a parlare.

vedita-14Confesso, prese a dire, come se stesse scrivendo un trattato di filosofia teoretica, che, rileggendolo, mi sono sentito anch’io un po’ missionario in partibus stultorum.

Da anni l’elettroencefalogramma culturale della scuola risulta quasi piatto. I nostri insegnanti, più che insegnanti, sembrano istruttori di scuola guida. Se va bene, comunicano informazioni, ma non insegnano a pensare. Però, ragionano da Dio… cioè vivono nell’inespugnabile certezza che tutti ragionano come loro…

Tutti, anche Dio.

Così, il mio compito di missionario in partibus infedelium è quello di salvare l’anima di qualche sparuto convertito al pensiero, smascherando i falsi idoli…

“Farete la fine di Cassadra!” disse Mazzacanagghia.

“Minchia! Tu conosci Cassandra?” si stupì Caltabiano.

“La mia professoressa alle scuole medie era fissata con l’Iliade… e questo soprannome lo mise proprio a me!”

“Perché, come Cassandra, dicevi la verità e non eri mai creduto?”

Mazzacanagghia ebbe una tossetta imbarazzata ed abbassò pudicamente gli occhi…

“Diciamo solo… che non ero mai creduto” ammise.

“Ah!” concluse il professore.

vedut17C’è una divinità, riprese,  che unisce i cretini di tutto il mondo: il pensiero senza sfumature.

“Facci caso” osservò ancora. “I cretini, o si fidano di tutti o non si fidano di nessuno.”

“Io manco di me stesso mi fido!” s’impuntò Mazzacanagghia. “E non sono un cretino!”

“Appunto!” esclamò Caltabiano. “L’unico punto fermo è proprio non fidarsi di se stessi!”

aless1Uno scrittore, un artista, continuò… ha soprattutto senso critico.

Io penso che soltanto il senso critico nei secoli può restare identico a se stesso, realizzando l’Essere di Parmenide… mentre tutto il resto scorre, proprio come la Natura di Eraclìto…

“Le do una notizia professore…” lo interruppe Mazzacanagghia. “Io ed il novantanove per cento dell’umanità manco lo sappiamo chi erano Parmenide ed Eraclito… e campiamo bene lo stesso!”

“Lo sapete senza saperlo…” disse il professore. “In tutti i tempi e in tutte le nazioni si pensa e si ragiona secondo ciò che si trova in quei supermercati della cultura, che si chiamano ideologie.

aless7I cretini, infatti, sono come i bambini, hanno bisogno di sicurezze. Adorano le divise, la netta distinzione tra giusto e sbagliato.

Anche la filosofia, cioè il tentativo di trovare una spiegazione logica di come è fatto il mondo, in bocca al cretino diventa ideologia.

arte-e-moda-3La verità vera, invece, ha una tramatura molto più complessa. La verità è come un maglione di lana: basta che si sciolga un nodo e tutto si perde. Tira, tira… ed il capo d’abigliamento si trasforma in un groviglio confuso, in un caos filiforme, che, se viene rimesso in ordine da un artista, diventa un’altra cosa.corsetto

Astore Libero, Costantino Susino, Eduard Gardun, Gaetano Ferrari, Gaetano La Tella, Giuseppe Alessandro, La Casa del Sogno Antico, Museo Civico "Sebastiano Guzzone", Narrativa, neoromanticismo, neoromanticismo, Salvatore Tommy Randone, Salvo Garufi / , , ,

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

I commenti sono chiusi.