Quando piove a Catania

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QUANDO PIOVE A CATANIA
di Salvo Garufi

Non ricordo la data esatta dell’avvenimento più importante della mia vita. Sarà accaduto due o tre anni fa, sul finire di febbraio, o ai primi di marzo. Ma, ricordo che era il compleanno di Adele, la donna che amavo.
Quella sera una fitta pioggia era scesa di brutto. Vedevo l’acqua traboccare gonfia nei marciapiedi, con articolazioni inquiete. La vedevo riccioletta, leziosa e pigolante sotto i canaloni. A tratti, quando passava una macchina, la vedevo aprirsi in viscide e nere ali d’uccello. Il cielo nero, l’asfalto nero, i muri neri si mangiavano la luce dei lampioni, che perciò restavano lì, miseramente impiccati, come un monito sulla perdita del senso.

Avevo bevuto, di forza, sette od otto cognac in sette od otto bar diversi. Probabilmente, avevo esaurito i bar che s’affacciavano in cima al viale Mario Rapisarda. Erano locali deserti, neppure i soliti cogitabondi sui soldi e sulle donne. Il freddo (quel freddo terribile del novantacinque, che dalle nostre parti nessuno aveva mai sentito prima) rendeva casalinghi. Sarebbe andata meglio se, casalingo, lo fossi stato anch’io. Al più, avrei dovuto scegliere il pokerino a casa di Franco. Invece…
Invece, ero andato da Adele.
Era lei, infatti, che in quel momento mi dava una pazza smania di fare a pugni, o d’aggomitolarmi a piangere sulle scale della chiesa di fronte, incurante della pioggia, protetto dalla pioggia. Era la ragazza di Fausto, il mio migliore amico, ed io, anche se non l’avevo mai vista nuda, ne conoscevo tutta la carne morbida. Fausto, normalmente d’eloquio impreciso ed approssimativo, su certi argomenti acquisiva una rara capacità di messa a fuoco e m’aveva dato figurazioni straordinariamente vivide di Adele a letto, di fronte e di spalle.
Poiché in giro non c’era nessuno, quindi nell’impossibilità di fare a pugni, scelsi le scale della chiesa.
Sotto la cornice del portone centrale, al riparo dell’acqua, trovai un gatto.
– Uhm… – feci, incerto se parlargli o meno.
Il gatto mi guardò: senza paura, soltanto attento e pronto all’eventuale lotta.
Era uno strano animale. Si capiva chiaramente che non era randagio; anzi, sembrava di razza. Il pelo, di un nero luciferino, era lungo, ben pettinato, morbido e lucido. Era il pelo di chi ha l’abitudine di mangiar bene. Vi brillavano sopra le iridi verdi, con le pupille a punta di lancia.
Pensai (pensai, o dissi?) che quel gatto assomigliava ad Adele. Non per gli occhi (Adele li ha neri, un’autentica rarità coi capelli rossi) e neppure, evidentemente, per altri particolari fisici. Mi pareva che quel gatto di Adele avesse la disposizione interiore, la sensualità quieta e perentoria. C’era pesantezza ed agilità, in quelle forme.
Mi sedetti vicino al gatto, spingendolo col sedere.
– Fatti più in là! – gli dissi.
La pioggia cadeva a lenzuolo. Un lampo illuminò il cielo, non molto lontano, dato che il tuono s’udì subito dopo. Il gatto si leccò una zampa, la passò sul muso, la posò di nuovo e tornò a guardarmi tranquillamente. Io ero fradicio d’acqua e sudavo. Ero prossimo alla liquefazione ed avevo voglia di disperdermi negli uadi che mi correvano intorno.
Accarezzai il gatto. Sentii il tepore pieno delle sue forme. Mi specchiai nel suo sguardo pacifico, o comprensivo, o indifferente, o… Che penserà mai un gatto, guardando un uomo?

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Negli ultimi tempi io ed Adele eravamo stati insieme spesso. Avevo persino avuto la pazienza di farle compagnia dentro i negozi. Adele provava centinaia di scarpe, di tailleurs, di gonne, di cardigans, di golfini, di felpe e mi procurava piaceri colpevoli. Verificavo, per esempio, la qualità di una stoffa e le toccavo le spalle o un braccio; una piega deturpava la gonna ed io le accarezzavo i fianchi; un paio di occhiali nuovi erano l’occasione giusta per prenderle i capelli e per aggiustarglieli attorno alla montatura. Finché, proprio quel giorno, m’ero impadronito del suo polpaccio, alzandole la gamba per ammirare l’effetto di una calza.

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Dopo, per la prima volta, ero andato a casa sua. Nulla di particolare: mi aveva invitato a pranzo, poiché era sola e le bisognava un aiuto per i preparativi della sua festa di compleanno.
Al formaggio, in altre parole alla fine del pasto, dato che Adele era una fissata della cucina francese, io, che sono di gusti autarchici, avevo osservato:
– Troppo gorgonzola! Ora, chi ha voglia di lavorare?
– Eh, no! – aveva ribattuto. – Senza cercare scuse!
Subito dopo c’era stata la sorpresa e l’inizio dei guai. Adele mi era venuta accanto e mi aveva fiatato:
– Il formaggio è afrodisiaco.
Il suo seno mi danzava vicino agli occhi ed aveva avuto una voce rauca, che andava dritta nel sangue. Avrei voluto dirle qualche bella frase, adeguata all’occasione. Ma, l’avevo soltanto afferrata, cercando con la lingua di disserrarle le labbra.
– Che fai? – aveva gridato Adele.
– Un secondo e lo vedi – avevo ribattuto io, rovesciandola sul tavolo.

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Adele aveva visto ben poco, purtroppo. Mentre ancora trafficavo coi vestiti, a tradimento, senza alcun piacere, ogni baldanza mi s’esauriva miseramente.
Ora, dentro di me desiderio e frustrazione tornavano ad infuriare, insieme alla pioggia che crosciava sulle balate del sagrato.
– Al diavolo… – dissi a voce alta e mi accesi una sigaretta.
A quel punto, il gatto si alzò e si scostò di un paio di metri, andando sotto l’acqua. Poi, con un inaspettato e greve movimento del corpo, allargò le zampe posteriori, si piegò e fece i suoi bisogni.
Mi sorpresi a spiarlo. Peggio: fui catturato da un fascino lubrico ed allarmante. Era come guardare Adele seduta sul water. Ella, coi suoi fianchi larghi, col suo sedere sodo e polposo, probabilmente si muoveva così, quando…
Perciò, non appena il gatto tornò, lo presi in braccio. Non mi oppose resistenza. Lo guardai di sotto: era una gatta. Non lo capii subito, ma in quel momento la mia pazzia per Adele era finita. Ne cominciava un’altra.

***

amo

Ebbi coscienza dell’agghiacciante verità diversi giorni dopo, anche se il primo sintomo venne già all’indomani.
Il sole era ritornato di nuovo padrone del cielo, cosa che accade spesso in Sicilia, dove è umorale anche il tempo. Appena sveglio, portai la gatta alla luce di una finestra per guardarla meglio. Sul manto erano sparsi alcuni peli bianchi, tanti filamenti di luce che mi diedero una stretta di tenerezza. Allora andai in cucina e le preparai una ciotola di latte. Poi, me ne stetti ad osservare incantato i percorsi della sua lingua sul latte, rapidi e voluttuosi.
Credevo che fosse uno scherzare solitario. Nulla di malato, soltanto un fatto malinconico. Ma, molto meno innocente fu il ritrovarmi ancora a spiare la gatta mentre faceva i suoi bisogni.
Andò peggio quando la gatta si lasciò corteggiare da un gattone bianco. Provai un incoercibile fastidio, persi il senso del ridicolo e chiusi l’animale nel bagno. Per alcuni giorni ritornai (spesso) a casa, a sorpresa, come i mariti nei guai. Tanto interesse impotente mi dava spossamento e smania al contempo.
Un pomeriggio, finalmente Adele suonò alla mia porta.
– Ciao, seduttore – disse, entrando.
– Non pensavo di rivederti – seppi risponderle appena.
– Logico – disse. – In fondo, mi hai violentata.
Poi, andò a sedersi sulla poltrona in cui abitualmente ronfava la gatta, il che mi provocò una sorta di emozione. Notai che s’era vestita con eleganza: giacca e pantaloni blu, mise che attutiva un po’ l’esuberanza dei fianchi e valorizzava le lunghe gambe.
– Sempre infoiato? – s’informò, aprendo la borsetta e tirandone fuori il pacchetto delle sigarette.
Ne prese una, accese, tirò una boccata e con chiara soddisfazione sbuffò il fumo verso il soffitto.
– Ho rotto con Fausto – disse dopo un po’.
– E perché?
– Gli ho raccontato ciò che hai combinato.
Francamente, non m’importava granché. Ma, non era carino, almeno per Fausto, ch’era sempre un amico. Così, le dissi, tanto per dire:
– Debbo quindi aspettarmi di vedermelo spuntare in casa a fare cavalleria rusticana?
– Non credo. Mentre raccontavo, ho avuto l’impressione che fosse più infastidito del fatto che gli mandavo in vacca il pomeriggio… Alla tivù davano il gran premio di Montecarlo.
– Ah!
Feci un ghigno sarcastico. Poi, presi una sigaretta delle sue.
– Chi può dargli torto? – aggiunsi, mentre accendevo. – Sono anni che le Ferrari non vincono.
– Come no? Sono cose che non ti fanno dormire… – venne ad alitarmi vicino.
Poi, si scostò e tornò a sedersi.
– Purtroppo, quella sera è venuto giù un vero e proprio diluvio… – disse ancora.
– Me lo ricordo. Pensavo a te, quando ci sono finito dentro.
– Spero che almeno ti sia preso il raffreddore!
– Non mi è successo nulla. Mi sono riparato sotto il portone di una chiesa: culo e camicia con Dio!
Sorrise.
– Purtroppo, anche quella sera, come sempre, sono rimasta sola – riprese a dire. – Spesso, quando piove ho voglia di fare l’amore. Ecco perché ho notato che Fausto non mi corteggia più da anni…
Bene. Stava per dirmi ciò che da tanto tempo sognavo di sentirmi dire. Avrei dovuto sentirmi felice. Mi sforzai di credermi felice.
Infatti disse:
– Quando mi hai sbattuta sul tavolo, almeno c’è stato il brivido di sentirsi desiderata…
– Già – commentai. – Peccato che non ho fatto molta figura.
Me la ritrovai vicinissima.
– Riprovaci ora – disse. – Magari ti riesce meglio!
Ovviamente, non me lo feci ripetere. Ma, mentre le davo quel bacio che m’era stato impossibile alcuni giorni prima, una forza malvagia dentro di me mi portò a dire:
– Prima, potresti farmi un favore?
– Quale?
– Puoi sederti sul water?
– A far che?
– Vorrei vederti muovere fianchi…
– Cosa?
– Sì, come quando ci si libera lo stomaco…

***

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Naturalmente, Adele mi mollò all’istante. Io, per non uscire pazzo irreversibilmente, decisi di uccidere la gatta e la scaraventai giù dal mio balcone, che è all’ottavo piano.
Inutilmente.

 

Salvo Garufi

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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