La festa della donna e la riproposizione culturale di “Rivolta Ideale”

L’immaginario femminile nella monetazione siceliota

di Salvo Garufi
immagini prese da google (Museo “Paolo Orsi” di Siracusa

Un discorso a parte merita la monetazione siceliota, uno dei vertici dell’arte classica. Essa ebbe all’inizio una particolare impronta monumentalistica, come documenterebbe una visita al Museo “Paolo Orsi” di Siracusa.

Fin dai primi esemplari si usarono oro, argento, elettro (lega di oro ed argento) e rame. Furono rarissimi i casi in cui si fece ricorso ad altro materiale, come il cuoio ed il ferro a Sparta, o lo stagno usato da Dionigi il Vecchio a Siracusa.

mon 2Tale preferenza per i materiali preziosi, per il loro stesso valore di difficile circolazione, ci fa pensare che la moneta, più che per scopi puramente commerciali, dovesse servire ad attestare la potenza del tiranno.

mon 3La funzione propagandistica della moneta ci viene ulteriormente sottolineata dal fatto che si ricorreva ad ogni mezzo per reperire il necessario materiale prezioso. Dionigi il Vecchio di Siracusa, ad esempio, arrivò a spogliare molti cittadini dei loro gioielli e molti templi dei loro ornamenti.

L’aspetto più interessante delle monete siciliane sta nel fatto che venivano coniate al pezzo, sia nel tipo (l’elemento figurativo) che nella leggenda (l’elemento epigrammatico), cosa che richiedeva tempo, cura e abilità.

Si sogliono distinguere tre periodi di coniazione: il primo è detto dei maestri primitivi, il secondo dei maestri arcaici ed il terzo (di eccezionale livello qualitativo) dei maestri monetieri.

mon 5Nel periodo dei maestri primitivi (dal 550 a.C. circa) si ebbero soprattutto monete incusse, cioè col Dritto in rilievo ed il Recto scavato. I valori maggiormente espressi sono il tetradramma ed il tridramma.

Al Dritto v’è effigiata una testa femminile con una leggenda indicante, abbreviato, il nome della città (esempio: Sira per Siracusa). Sul Recto ci sono due cavalli guidati da un auriga (hippeus). Ciò ci fa pensare che a quei tempi la misura della ricchezza era data dal possesso dei cavalli.

Il disegno dei pezzi più antichi ha una certa rigidità, che tende alla severità della statuaria. In essi viene espresso soprattutto un ideale di dignità.

mnoneta 1In queste prime produzioni compaiono, inoltre, alcuni simboli che indicano le città di emissione: il grappolo d’uva indica Nasso, il leone Leontini, l’ape Selinunte, il toro dal volto umano o Gela o Catania, la testa della ninfa Aretusa Siracusa.

Col periodo dei maestri arcaici (dal 480 a.C.) abbiamo due grosse novità, la prima delle quali è l’introduzione sul Recto della figura della Vittoria (Nike), che incorona l’auriga ed i cavalli dopo il trionfo in una gara.

mon 9La seconda – la più importante – è il caratterizzarsi dell’incisione monetale come forma d’arte autonoma, tanto che il prof. Giulio Emanuele Rizzo, noto studioso del settore, in questo periodo credette di riconoscere ed isolare ben due maestri, purtroppo rimasti anonimi, capaci di staccarsi dal mero artigianato e di raggiungere personalità di artista. Lo stile di questi maestri, però, è ancora improntato ad un ideale di severità, simboleggiato soprattutto da figure di donne vestite col pesante peplo dorico.

Due monete sono utili sopra le altre per l’esatta ricostruzione cronologica delle emissioni del periodo dei maestri arcaici. Una è il cosiddetto Damarateion, decadramma (dieci dracme) che sappiamo emesso a Siracusa da Gelone, in occasione della sua vittoria ad Imera (480 a.C.), la cui funzione commemorativa appare chiara. L’altra, di datazione incerta, è un tetradramma rievocante la fondazione della città di Aitna, emesso nel 476 a.C.

mon 4A metà del V° sec., poi, furono emesse monete di bronzo a Imera, a Siracusa, a Gela, a Camarina, a Catania, a Leontini, a Nacona e a Piakion (di queste due ultime città non è ancora stata possibile una sicura identificazione).

Il periodo più ricco di risultati d’arte, fu quello dei maestri monetieri. Esso iniziò negli ultimi decenni del V° sec. a.C. e durò fino al 360 a.C.

Il primo che ebbe coscienza del valore artistico delle sue monete e le firmò fu Eumene. Ricordiamo, ancora, Sosion, Frigillo (che fu pure un bravo incisore di gemme), Euthimo, Evarchida, Eucleida, Essacestida, Procles.

mon 7Ma, i due più grandi maestri monetieri di tutti i tempi furono Cimone ed Eveneto.

Di Cimone sappiamo che operò a Siracusa dal 412 al 400 a.C. E’ famoso il suo decadramma commemorativo della vittoria dell’Assinaro sugli ateniesi, dove nella reticella che orna la testa della ninfa Aretusa viene espresso un elegantissimo intreccio di linee e serpentine. Nel rovescio si raggiunge addirittura il capolavoro con una delle più perfette e disinvolte rappresentazioni della quadriga veloce. A ciò va aggiunta la personalità di aver posto la ninfa Aretusa non più di profilo, ma di prospetto, proponendo così un concetto più naturalistico di rappresentazione.

mon 8Degna di ricordo è pure la moneta di 50 litre in oro dove Cimone rappresentò la lotta di Ercole con il leone.

L’altro maestro, Eveneto, operò a Siracusa fino al 412 a.C. e poi nelle zecche di Catania, Camarina e, dal 400 al 370 a.C., di nuovo a Siracusa.

Il suo capolavoro fu il decadramma emesso nel 413 a.C., anch’esso per commemorare la vittoria dell’Assinaro sugli ateniesi.

Nell’impianto dell’opera riprese lo schema del damarateion, ma ne superò le arcaiche rigidità di disegno con una complessa sinfonia di temi, che tocca la genialità innovativa nel Recto, dove i cavalli della quadriga sono raffigurati di scorcio e balzano fuori focosi.

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Salvo Garufi / , ,

Informazioni su lacasadelsognoantico

Curriculum vitae di Salvo Garufi Nato a Militello in Val di Catania (CT) Il 19 novembre 1951 Residente a Militello in Val di Catania In via Filippo Basile, 5 Titoli di studio Laurea in Lettere, conseguita il 30 marzo 1978 presso l’Università di Catania, con la votazione di 106/110; abilitazione all’insegnamento di stenografia (per corso abilitante); abilitazione all’insegnamento di Materie letterarie nelle scuole medie superiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Italiano, storia, geografia ed educazione civica nelle scuole medie inferiori (per concorso); abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte (per concorso); abilitazione all’insegnamenti di Filosofia e storia (per corso abilitante). Titoli culturali ed incarichi politici Nel corso della sua carriera nelle scuole statali ha finito per insegnare in tutte le classi di concorso nelle quali è abilitato. Attualmente è docente di Filosofia e storia presso il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Scordia (CT); è stato finalista per la narrativa nell’edizione 1990 del “Premio Italo Calvino”, organizzato dalla rivista “L’indice” di Torino, presidente della giuria Vincenzo Consolo: ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo dell’Azienda Provinciale Turismo di Catania dal 1994 al 1996; ha insegnato Storia dell’arte in corsi post-diploma finanziati dalla Comunità europea e Storia della moda in corsi di aggiornamento organizzati dall’Istituto professionale femminile di Stato “Isabella Morra” di Matera; è stato consulente teatrale di “Catania Musica Estate 1995” e della “Settimana del barocco a Militello” in tutte le sue edizioni, cioè dal 1994 al 2002; è stato esperto per la cultura del Presidente della Provincia Regionale di Catania dal 1996 al 1998; è stato assessore ai BB. CC. di Militello in Val di Catania dal 2003 al 2008, potendo coorganizzare con fondi ministeriali tre edizioni del “Festival del Val di Noto”; inoltre, collaborato dalla facoltà di fisica dell’Università di Catania, ha ideato ed organizzato il “Premio Ettore Majorana”; ha fondato il Museo Civico “Sebastiano Guzzone” di Militello in Val di Catania e ne è stato il primo direttore. Pubblicazioni SAGGISTICA DI STORIA, DI LETTERATURA E D’ARTE Interventi vari in cataloghi editi dalla Galleria d’arte “La scogliera” di Vico Equense (NA) sui pittori: Vincenzo Laricchia (1079), Enzo Campanino (1980), Emanuele Modica (1981), Roberto Severino (1981), Raffaele Amato (1982). E nel catalogo su Angela Vinaccia (1983), edito dalla Galleria G 59 di Napoli; L’omicidio di Francesco Laganà Campisi (in collaborazione con G. Cavalli), Società Storica Militellese, Militello 1981; Mariano Izzo, in Luigi Paolo Finizio, Il segno espanso di Mariano Izzo, Napoli, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1983; La Madonna nella figurazione artistica a Militello, Militello, Edizioni del Santuario, 1985; Itinerari pittorici in Santa Maria della Stella, Militello, Edizioni del Santuario, 1986; Sommario della storia di Santa Maria della Stella, in Paolino Stella, Santa Maria nella Chiesa di Caltagirone, Caltagirone, Cassa San Giacomo, 1987; Giuseppe Tuccio, Militello, Comune, 1987; Salvatore Agati, in Cabala e pietre nere (a cura di Nicolò Mineo), Catania, Prova d’autore, 1990; Opere edite di Giuseppe Majorana (in collaborazione con M. Marino), Militello, Comune, 1991; Melo Minnella. Catania, Provincia Regionale di Catania, 1995; Geografia poetica di Salvo Basso, in La figura e le opere poetiche di Salvo Basso (atti del convegno), Catania, Prova d’autore, 2002; Voci per Militello dalla A alla Z (a cura di Nello Musumeci), Catania, Edizioni della Provincia Regionale di Catania, 2003; Osservazioni sul punto di vista, in O scuru – fotografie di Salvo Basso, Catania, Prova d’autore, 2003; Dalla Natività di Andrea Della Robbia ai contadini di Santo Marino, storia dell’arte a Militello, Caltagirone, Il Minotauro, 2005; Guida al sistema museale “Sebastiano Guzzone” di Militello (con contributi di altri), Caltagirone, Il Minotauro, 2006; Guida turistica ai quindici comuni del Calatino Sud Simeto (in collaborazione con Domenico Amoroso e Massimo Papa), Caltagirone. Agenzia di Sviluppo Integrato, 2008. NARRATIVA Interventi nelle seguenti antologie: Le voci fra gli sterpi, edizioni 1989 e 1990, Scordia, Edizioni Nadir; Frastorni, Scordia, Edizioni Nadir, 1991; Arrivederci a Sortino, edizioni 1997, 1998 e 1999, Catania, Prova d’autore; Distacchi dentro fuori, Milo, Laboratorio d’arte contemporanea “Village”, 1997; Attioni spectaculose, racconti, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2007; Na mezzanotti antica, traduzione in ottonari siciliani di The Raven di Edgar Allan Poe, Mascalucia (CT), 2007; Evangelio borghese, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008; La Firenze degli Iblei, romanzo, Mascalucia (CT), Edizioni Novecento, 2008. COLLABORAZIONI GIORNALISTICHE “Il Secolo d’Italia” di Roma, “La Riviera” di Napoli, “Peninsula” di Vico Equense, “Catania sera” di Catania, “Prospettive” di Catania, “Militello Notizie” organo del Comune, “La provincia di Catania” organo della provincia regionale. Teatro e spettacoli L’orgoglio delle pietre, video, regia di Franco Di Blasi, Azienda Provinciale Turismo di Catania, 1994; La dama della memoria, spettacolo teatrale, regia di Davide Sbrognò, Militello, Atrio del Castello, 1995; Corteo del principe e Partita di scacchi viventi, spettacoli di piazza, registi vari, Militello, tutte le edizioni de “La Settimana del Barocco” e Noto, “Festival barocco”, 2006; La reina di Scotia, riduzione da Federico Della Valle, regia di Elio Gimbo, Militello, Atrio del Castello, 1995; Zizza, adattamento da Pietro Carrera, regia di Gianni Scuto, Militello, Atrio del Castello, 1995; Gli occhi di Tyrone Power, dramma, regia di Elio Gimbo, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1996; Bar New York, commedia, regia di Piero Ristagno, Militello, Teatro Tempio e Catania, Teatro Nuovo, 1996; La festa del grano, spettacolo di piazza, Raddusa, 1996; Scene di un Natale barocco, spettacolo di piazza, regia di Gioacchino Palumbo, Comiso, Scicli, Modica, Ragusa, 1996/1997; Una storia per Guareschi, commedia, regia di Franco Calogero, Catania, Teatro Ridotto-eventi, 1997; Conversazione del principe, commedia, regia di Fernando Balestra (ed altri nelle numerose repliche), Militello, Atrio del Castello, 2000; Una canzone per donna Aldonza, tragedia, regia di Antonio Caruso, Militello, Piazza Municipio, 2001; Scene di un Natale barocco, tragedia, regia di Emanuele Puglia, Militello, Piazza Municipio, 2002; Le voci fra gli sterpi, concerto di poesia, regia di Gianni Salvo, Militello, Atrio benedettino, 2004; Na mezzanotti antica, omaggio a Edgar Allan Poe, lettura di Gianni Salvo, Militello, Chiesa del SS. Sacramento al Circolo, 2007.

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