Visman Distribution: romanticismo del cibo (con un racconto di Salvo Garufi e i dipinti di Eduard Gardun)

logo A copia

la casa del sogno antico definitivo

1gardun aIl romanticismo della pasta alla matriciana


racconto di Salvo Garufi
dipinti di Eduard Gardun

Adesso una smania inoperosa mi scuote continuamente. E’ come l’intossicazione da caffè: parte dalla schiena e mi far tremare le gambe e le mani. Annalisa è tornata nei miei pensieri, inaspettata, nel 1990, l’anno scorso, col terremoto di Santa Lucia.

Durò quarantacinque secondi in tutto. Ma, parve il lampo in cui, come dice Montale, vedi le cose in una eternità gardun bd’istante. E’ probabile, comunque, che nelle future cronache leggeremo molto sulle stelle di quella notte, dato che potevi contarle ad una ad una, tanto erano nette e vicine!

“Dio, o chi per lui, ha voluto regolare i conti con noi” mi disse Paolo, il giorno dopo.

“Perché mai?” risposi. “Perché Dio dovrebbe darsi la briga di punire quattro mentecatti senza nome?”

Ora sospetto che, se non un disegno, in quel terremoto ci fu almeno qualche ghirigori divino. Forse tutto aveva un senso. Altrimenti, perché tutto mi rovinò addosso mentre giocavo a poker?

Anzi, di più… Perché ogni cosa accadde proprio mentre ero concentrato su un tris d’assi, che, dopo una serata in nera perdita, mi schiudeva speranze di recupero?

Ero il primo a parlare.

“Passo” dissi perciò, maledicendomi mentalmente per non aver fatto il buio. Non potendo rilanciare, per alzare la posta, dovevo far aprire qualcun altro.

“Passo” disse pure Paolo.

Ecco, ora c’era il rischio che non aprisse nessuno. Ma, per fortuna, parlò Franco:

gardun c“Apro diecimila!”

E subito dopo Carlo:

“Doppio!”

Prometteva di essere una gran bella mano.

“Come si dice, piatto ricco, mi ci ficco… triplo!” esclamai.

“Lascio…” sospirò Paolo.

Furono ridistribuite le carte. Franco ne chiamò una, Carlo si diede servito ed io, ovviamente, ne chiesi due.

In quel momento avvenne lo schianto. Non molto lontano, nei bui inquieti della terra, doveva essere successo il finimondo (dicono che sotto l’urto della massa africana, un giorno la Sicilia si spezzerà come una canna secca).

Si udì un fragore di schegge, che corse nella roccia con la velocità con cui corre nell’aria. Era un rumore cupo, un ringhiare di gola, dei tocchi impazienti e poderosi (venne dalle pareti, come se ci fosse dentro un pesce che strattonava il campanellino d’una canna da pesca).

Rimanemmo sospesi, cercando di mettere a fuoco ciò che stava accadendo. Avevamo ancora le carte in mano, ma gli occhi andarono al lampadario. Ne vedemmo le scaglie vitree agitarsi con riflessi di luce azzurrata. Poi, un sopramobile, una bruttissima copia in gesso del Discobolo di Mirone, si abbatté sul ripiano del buffet e subito mancò la luce.

“Il terremoto!” urlò Paolo.

Nel buio lo sentii alzarsi, rovesciando la sedia. Probabilmente, voleva correre verso l’uscita. Ma, il tavolo gli gardun dimpediva la strada e la terra gli oscillava sotto i piedi. Perse l’equilibrio e cadde di fianco, abbrancando il panno verde (e squarciandolo, dato che anche Franco e Carlo vi si erano aggrappati come ad uno scoglio).

“Il terremoto!” fece eco Franco.

“State fermi!” dissi. “Ne ammazza più il panico che il terremoto! Mettiamoci sotto il tavolo!”

“Cristo! Oh, Cristo! E quando finisce?” guaiva Paolo, in ginocchio, piegato in due e con le mani sopra la testa.

Allora io, che già m’ero messo sotto il tavolo, lo tirai giù, verso di me.

Il sisma continuava a scuotere la casa. Anzi, ebbi l’impressione di un crescendo. I bicchieri coi quali pochi minuti prima sorseggiavamo il cognac suonavano sinistramente. Sentii la bottiglia rotolare lungo il tavolo, finché non si frantumò vicino alla mia faccia. Dopodiché si diffuse un vivo odore di liquore ed avvertii il calore del sangue lungo la guancia.

gardun h“Cristo! Oh, Cristo!” ripeteva Paolo sottovoce.

Nel frattempo udii gli scalpiccii di Franco e di Carlo. Tentavano di scappare e sbattevano lungo la parete, cercando la porta.

“Quei due si fotteranno l’un l’altro” pensai.

Poi, sorrisi nel buio e completai:

“Invece io!… Anch’io farò la fine del sorcio!”

E, a quanto pare, la fine del sorcio era nel mio destino, dato che queste vacanze mi tengono intrappolato sopra una sedia a sdraio ed ormai  dispero di mettere  in salvo il cervello e l’anima. Ezra Pound scrisse nei suoi gardun eCantos: “Ma il profeta crocifisso due volte / Nella storia dove lo trovate?” “Guarda un po’ me!” gli rispondo.

Occhieggio intorno. Spero, almeno, che le curve femminili mi piacciano ancora e… come richiamati dal pensiero, spuntano due noti seni a confermarmi nelle antiche certezze. Due seni un po’ piccoli, in verità; ma ben fatti.

“Hai fuoco?” mi sussurra.

“Purtroppo poco, ora come ora” rispondo con aria cinica.

Le ho sempre detto che dimostra meno della sua età. Grosso modo, pesa sui cinquanta chili, ma non trovo per nulla lieve il suo modo di farsi guardare dal mondo e fa una pasta alla matriciana che è la fine del mondo… Amica, non morire, come disse Neruda. Ascolta queste parole che mi salgono ardendo e che nessuno direbbe se io non le dicessi! Non morire, amica. E portami via da qui.

“Perché non provi a buttare la cicca?” sfotte l’amica. “Ti sentiresti più leggero.”

Ah, già! La sigaretta che avevo acceso è finita e da un pezzo vado rigirando il mozzicone tra il pollice e l’indice. Ormai l’ho ridotto a una breve corda, senza alcuna grazia a vedersi. Decido di fare l’incivile e lo ficco nella sabbia. Anch’io me ne andrò così e di me resterà una cosa ancor più brutta.

“Bene” dico poi, facendola accendere. “Dove e quando?”

Mi guarda (divertita, sembrerebbe), fa un cenno di saluto.

“Poi decido…”

gardun fE se ne va. Io con gli occhi accompagno i suoi fianchi, come se dicessi addio all’amato bene in partenza per la crociata. Ora, posso solo tornare ad accucciarmi sotto il tavolo, vicino a Paolo che mi stringeva il braccio, ributtante nella sua fifa.

Eppure, l’anno prima l’avevano operato per un cancro allo stomaco e diceva che, ormai, ci era diventato amico, con la morte.

Per fortuna, il mio ricordo di Paolo finisce nel momento in cui la terra smise di tremare e tornò la luce.

Allora, non so esattamente quando, mi ritrovai solo nella stanza.

Vidi qualche crepa lungo le pareti divisorie, ma i pilastri si presentavano intatti.

“Deve essere stato una signorina di terremoto…” commentai ad alta voce.

Sul tavolo, ancora coperte, c’erano le carte della seconda manche. Mi venne la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire.

“Accidenti!” esclamai, guardandole.

La seconda delle carte che avevo chiamato era l’asso di picche. Avrei fatto poker d’assi. Franco aveva una scala bilaterale a fiori, ma gli era entrata la regina di picche.

La vera sorpresa la riservava Carlo, quello che s’era dato servito: scala reale media a cuori.

gardun gCome si dice, mi avrebbe tolto pure le mutande. Perciò mi fu chiaro che puoi dare il benvenuto anche al terremoto, se ti fa risparmiare, anche se capisci che al destino non importa nulla se tu muori, o ti salvi da una batosta al poker…

E mi spiegai pure il perché della mia smania. In Piemonte: c’ero io e non c’era l’ambiente. In Sicilia c’era l’ambiente e non c’ero io.

In queste condizioni, appunto, in quella notte del ’90 stavo per ritornare nel nulla della morte… per un’indifferente rassettata che la terra s’era data.

“Forse” mi dissi, “l’alternativa era proprio Annalisa e la sua straordinaria pasta alla matriciana.”

***

Immagine profilo Visman1

La Visman Distribution è un’Azienda specializzata nella Commercializzazione e Distribuzione di Prodotti Alimentari selezionati dall’Italia e dal Mondo.

Avvalendosi del solido appoggio di Collaboratori, rifornisce Bar, Ristoranti, Pizzerie, Alberghi, B&B, Supermercati, Gastronomie, Farmacie.

Regoliamo il sistema di acquisto/vendita esclusivamente selezionando il miglior rapporto qualità/prezzo.

Poniamo i nostri Clienti nella condizione di valutare costantemente prezzi e prodotti, mediante listini aggiornati ed inviati periodicamente, appositamente studiati per essere valido strumento tecnico/informativo oltre che garanzia dei prezzi applicati e delle marche proposte.

13178898_1278002118881499_4630019366155633615_n 13680505_304349823240214_7532721053365201538_nWP_20160722_19_37_00_Pro

 

Immagine profilo Visman.2

visman face

 

I commenti sono chiusi.